Monsignor Claudio Stercal, presidente dell’Opera diocesana per la preservazione e diffusione della fede: «Gli accordi con Milan e Don Gnocchi mirano non solo al proseguimento delle attività, ma anche a ulteriori sviluppi»

di Mauro COLOMBO

Un Centro nato nel nome di un imprenditore “illuminato” e generoso, due “eccellenze” ambrosiane nello sport e nell’assistenza sociosanitaria, e la Diocesi di Milano a creare un circolo virtuoso tra queste realtà. Nasce così il progetto di rilancio del Centro “Peppino Vismara” di via dei Missaglia a Milano, che la Chiesa ambrosiana – attraverso l’Opera diocesana per la preservazione e diffusione della fede – ha affidato all’Associazione Calcio Milan e alla Fondazione Don Gnocchi.

Il Centro ha vent’anni di storia alle spalle: costruito dalla Fondazione Vismara, è stato infatti ultimato nel 1993 e donato alla Diocesi. «Ha sempre avuto finalità prevalentemente educative, rivolte ai giovani – spiega monsignor Claudio Stercal, presidente dell’Opera diocesana -. Il cardinale Carlo Maria Martini lo affidò all’Istituto don Calabria, che l’ha gestito in modo attento e intelligente. Poi, nel 2009, non disponendo più delle energie necessarie, l’Istituto ha chiesto alla Diocesi di potersi ritirare».

È iniziata così la ricerca di nuovi soggetti idonei a proseguire l’attività. «Ci sembrava davvero un peccato che un Centro così ampio (la superficie è di 230 mila mq, ndr) e strutturato, posto in periferia, ma in ogni caso vicino all’autostrada e collegato al centro di Milano dai mezzi di trasporto, potesse rimanere inutilizzato – puntualizza monsignor Stercal -. Si trattava di valorizzare un patrimonio ricevuto grazie alla generosità di un uomo a cui dobbiamo rinnovare la nostra riconoscenza».

La ricerca è infine culminata nella stipula di un duplice accordo, con l’Ac Milan per l’utilizzo degli impianti sportivi da parte del suo settore giovanile e con la Fondazione Don Gnocchi per la gestione delle attività socio-assistenziali e riabilitative. Una scelta in coerenza con la vocazione originaria del Centro… «Infatti. Non si è pensato di gestire il Centro in autonomia, come la Diocesi ha fatto in altre circostanze, ma di coinvolgere Milan e Don Gnocchi appunto perché mettessero a disposizione le loro rispettive competenze per portare avanti le finalità del Centro. Sono entrambi “marchi” d’eccellenza e, da quanto abbiamo potuto subito constatare, sono anche felici di “coabitare”…».

Gli accordi raggiunti mirano ovviamente alla continuità delle attività – garantendo così anche i 74 lavoratori attualmente impegnati -, ma anche a un ulteriore sviluppo… «Proprio così – conferma monsignor Stercal -. La garanzia dell’occupazione era una delle principali poste in gioco, ma naturalmente abbiamo ragionato anche in termini di prospettiva. Siamo lieti di poter collaborare con una realtà prestigiosa come il Milan, e ci auguriamo che questa intesa sia foriera di nuove sinergie. D’altra parte, la presenza della Don Gnocchi potrà far convergere al Centro altre attività della Fondazione, sviluppando così ulteriormente il comparto assistenziale e riabilitativo, a beneficio dell’equilibrio economico e dell’utenza, che potrà ricevere anche lì servizi di cui avrebbe potuto godere solo altrove».

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