Redazione

Baden – come lo chiamavano tutti – non era soltanto un vecchio assistente scout che accompagnando i suoi rovers trovò la morte a Tours il 5 agosto 1980: Baden, don Andrea Ghetti (nato a Milano nel 1912), era molto di più. Ce ne parla un suo carissimo amico.

di Giorgio Basadonna

Mons. Andrea Ghetti è stato un po’ il padre dello scoutismo lombardo e del roverismo cattolico italiano del dopoguerra. Da ragazzo fu esploratore finché il fascismo non fece sciogliere l’Asci, ma non abbandonò il fazzoletto e l’uniforme.

Di nascosto , assieme ad altri coraggiosi, continuò per quasi vent’anni la sua vita di scout: erano le “Aquile Randagie” , che nei luoghi più remoti della Lombardia tenevano campi e uscite e parteciparono persino a un Jamboree.

Lo scoutismo gli fece nascere la vocazione sacerdotale: si fece prete dopo essersi laureato in filosofia e nel momento più terribile per l’Italia – dopo l’8 settembre 1943 – fece il suo dovere con l’Oscar (Opera Scoutistica Cattolica Aiuto Ricercati), curando soprattutto il salvataggio degli ebrei.

A guerra finita lo scoutismo rinacque e Baden, a Milano e in Lombardia, lavorò a ricostruire i gruppi . Nacque il Campo Scuola Assistenti: il primo fu del 1946 e la base di Colico divenne un po’ il santuario di Baden e di altri preti.

Chi ha conosciuto Baden – anche come parroco del Suffragio a Milano o fondatore e primo direttore de "Il Segno" – conserva il ricordo di un uomo pieno di avventura, di buonumore, di fantasia, scherzoso e affettuoso, capace di lasciare un segno e di sorreggere nei passi difficili, leale e coraggioso, lontano da mezze misure e compromessi.

Il suo scoutismo era il coraggio di essere “ragazzi coerenti”, che vogliono vivere la Legge e la Promessa, che sanno essere “amici di tutti” s enza però confondersi e camuffarsi copiando i gusti, il gergo, le abitudini più in voga.

Era la gioia di vivere la fede cristiana come un incontro pieno di amore e di coraggio con Gesù, il Capo, l’amico, il fratello. Per questo, nel cuore di chi lo ha conosciuto, Baden e’ vivo e forte e continua a camminare nella nostra vita scout.

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