Promossa da Caritas Ambrosiana durante Expo, l’iniziativa prevede che i clienti di 23 ristoranti cittadini lascino un’offerta a favore di persone bisognose. Con i buoni-pasto così finanziati già aiutati 21 giovani

Cena Sospesa

Si è ispirata alla tradizione napoletana del “caffè sospeso”, un gesto di amicizia in base al quale il cliente al bar paga due tazzine di espresso: la prima per sé e la seconda destinata a un altro avventore sconosciuto, che verrà dopo di lui. È nata durante il semestre di Expo Milano 2015, dedicato ai temi della nutrizione e del diritto al cibo. Ma continua ancora oggi, grazie alla collaborazione di 23 ristoranti milanesi. Parliamo di «Cena Sospesa», l’iniziativa promossa da Caritas Ambrosiana per coinvolgere le persone in un atto concreto di aiuto a favore di chi si trova in condizioni di difficoltà economica.

Come funziona l’iniziativa? Andando in uno dei locali che ha aderito alla “rete” solidale creata da Caritas Ambrosiana, Comune di Milano e associazioni di categoria, è possibile offrire un pasto a chi non può pagarselo, mediante un offerta di qualsiasi entità che contribuisce all’acquisto di ticket restaurant del valore di 10 euro. I Centri di ascolto di Caritas Ambrosiana distribuiscono poi i buoni-pasto così finanziati alle persone bisognose di aiuto, che potranno spenderli nei ristoranti e nei caffè della città come tutti gli altri clienti.

Un sistema affidabile (la rete dei Centri di Ascolto è in grado di intercettare le persone più bisognose, aiutandole a uscire da una situazione di povertà e marginalità), diretto (non ci sono spese di intermediazione) e solidale (risponde a un bisogno primario come quello del cibo e rispetta la dignità delle persone).

In questo modo, tra il settembre dello scorso anno e il marzo di quest’anno la rete dei ristoranti aderenti a «Cena Sospesa» ha raccolto donazioni per una somma complessiva di 9.885 euro. Questa cifra, sommata al contributo offerto dagli enti promotori, ha permesso a Caritas Ambrosiana di distribuire alle persone in difficoltà, nello stesso periodo, 3.000 ticket restaurant del valore di 5 euro l’uno, per un importo totale di 15 mila euro.

In particolare Caritas ha scelto di selezionare una platea ristretta di beneficiari per massimizzare il contributo offerto e renderlo strumento efficace a un percorso di emancipazione sociale. Tra i criteri di selezione utilizzati, quindi, oltre che sul bisogno comprovato, ci si è basati sulla disponibilità dei soggetti destinatari ad attivarsi per superare la propria situazione di crisi.

A oggi hanno ricevuto i ticket restaurant di «Cena Sospesa» ventuno persone, la metà delle quali al di sotto dei trent’anni, inserite nei corsi di riqualificazione professionale. Tra queste, dieci stanno svolgendo un corso di formazione come operatore pluriservizio nella ristorazione, mentre undici stanno frequentando un tirocinio formativo. Durante questo periodo, a norma di legge, ricevono un’indennità di frequenza insufficiente a sostenere i costi della vita quotidiana: il ticket restaurant diventa allora un’utile integrazione al reddito.

Per conoscere meglio l’iniziativa, approfondire le modalità di donazione e i meccanismi di redistribuzione e consultare la rete dei ristoranti aderenti: www.cenasospesa.caritasambrosiana.it

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