Le indicazioni di monsignor Agnesi sulla scorta della recente nota vaticana e degli orientamenti Cei. L'auspicio per «un rinnovato desiderio di partecipazione ai riti che le comunità, liete e grate, celebrano con fede»

di monsignor Franco AGNESI
Vicario generale

cero pasquale

«Vorremmo che non fosse solo una replica di abitudini acquisite: chiediamo la grazia non solo di celebrare di nuovo la Pasqua, ma piuttosto di celebrare una Pasqua nuova» (M. Delpini, Celebriamo una Pasqua nuova. Lettera per il tempo di Quaresima e il tempo di Pasqua).

 

Sulla scorta della recente nota della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e degli “Orientamenti per la settimana santa 2021” proposti dalla Conferenza Episcopale Italiana, offro alcune indicazioni per le nostre celebrazioni pasquali.

Allo smarrimento e alla sofferenza che tutti abbiamo sentito l’anno scorso per la mancanza delle celebrazioni liturgiche comunitarie corrisponda quest’anno un rinnovato desiderio di partecipazione ai riti che le comunità, liete e grate, celebrano con fede.

Continuando nella responsabile osservanza delle disposizioni relative alla sicurezza igienico-sanitaria, prepariamo le celebrazioni della settimana autentica, predisponiamone gli ambienti, fissiamone gli orari raccomandando e favorendo la presenza di tutti. Non sospendiamo la diffusione mediatica delle celebrazioni a sostegno della fede di quanti sono impossibilitati a partecipare; ma la cura e gli sforzi per essa non distolgano dall’impegno di assicurare le condizioni per il radunarsi della comunità. Rimanga vivo e si rafforzi, soprattutto nelle famiglie, il gusto di celebrazioni domestiche della grazia di Dio; ma siano vissute ogni volta nel desiderio ardente della convocazione intorno all’altare del Signore e della comunità. Per promuovere e assecondare questo desiderio, la domenica delle Palme e il giorno di Pasqua vedano celebrazioni eucaristiche particolarmente attente ai ragazzi e alle loro famiglie.

In queste settimane che ancora impongono ampi margini di incertezza, risuoni, consolante e impegnativa, la parola dell’Arcivescovo: «Invito ogni comunità a curare le celebrazioni. Il gruppo liturgico, le corali, il Consiglio pastorale, le diverse tradizioni culturali e abitudini celebrative presenti nella Chiesa dalle genti, tutti possono essere chiamati a contribuire per interpretare e predisporre i segni del convenire, la festosa cornice dell’ambiente, le luci, i profumi, i canti, tutto quello che precede e segue la celebrazione. Sarebbe bello che tutto l’ambiente circostante si rendesse conto che i cristiani stanno celebrando la Pasqua, la festa che dà origine a tutte le feste, non solo per un solenne concerto di campane, ma soprattutto con un irradiarsi della gioia, della carità, delle parole della speranza».

Rincuorati dalla sua esortazione, prepariamo la Pasqua secondo le seguenti indicazioni.

Nella domenica delle Palme sia celebrata in ogni comunità, in Rito Ambrosiano, la Messa per la Benedizione delle Palme usando esclusivamente la seconda forma, l’ingresso solenne (Messale Ambrosiano 1990 p. 207), non essendo consentita la prima forma, la processione.
L’entrata del Signore in Gerusalemme si celebrerà all’interno della chiesa, con l’ingresso solenne prima della Messa principale. I fedeli, tenendo già in mano i rami di ulivo o di palma, saranno al loro posto nell’Assemblea. Solo il sacerdote e i ministranti si recano in un luogo adatto per iniziare il rito.
Le altre messe seguiranno la liturgia del giorno, senza ripetere l’ingresso solenne.

In Rito Romano, la Commemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme sia celebrata con la seconda forma prevista dal Messale Romano; laddove ritenuto opportuno si utilizzi la terza forma prevista dal Messale Romano, che commemora in forma semplice l’ingresso del Signore in Gerusalemme.

La distribuzione delle palme o degli ulivi avverrà nelle seguenti modalità.

Si consiglia di non distribuire rami singoli ma di inserirli in buste di plastica, che potranno essere distribuite prima della Messa, da alcuni volontari che passino tra le panche. Potranno anche essere organizzati dei punti di distribuzione, all’interno o all’esterno della chiesa, in cui volontari, muniti di guanti e mascherine, distribuiscano le palme o gli ulivi e garantiscano che i fedeli nell’attesa rispettino le distanze di sicurezza. Si eviti quindi di fare in modo che i fedeli si avvicinino a tavoli o ceste e prendano autonomamente le palme o gli ulivi, per evitare che si creino assembramenti e che si possano toccare più buste o ramoscelli.

La celebrazione della Messa crismale avverrà in Duomo al mattino del giovedì santo: salvo diverse indicazioni imposte dalle circostanze si prevede la presenza di tutti i parroci o responsabili di comunità pastorale (o altro presbitero da loro delegato), dei presbiteri ordinati nel 2020 e di una rappresentanza di diaconi, consacrati e consacrate, laici e laiche. Le modalità della celebrazione saranno comunicate nelle prossime settimane.

La distribuzione degli oli sacri non potrà avvenire per tutti subito dopo la Messa crismale, ma secondo turni prestabiliti che saranno comunicati nelle prossime settimane. L’Arcivescovo stesso si recherà in alcuni centri della Diocesi per portare gli oli sacri nelle Zone Pastorali più distanti dalla Basilica Metropolitana.

La Messa nella Cena del Signore si celebri secondo le modalità consuete, con le seguenti indicazioni. Si ometta la lavanda dei piedi. Per le concelebrazioni e la comunione dell’assemblea si seguano le Indicazioni per l’attuazione delle misure previste dal Protocollo per la celebrazione delle Messe con il popolo e pertanto non è possibile la comunione dei fedeli sotto le due specie. Dopo la comunione, come previsto dal Rito Ambrosiano (dopo la celebrazione, per il Rito Romano), il Santissimo Sacramento sarà portato da un ministro, accompagnato dai ministranti, nel luogo della reposizione che dovrà consentire ad alcuni fedeli di fermarsi in adorazione nel rispetto delle norme vigenti per la pandemia, in particolare osservando il distanziamento (e quindi il limite numerico), il “coprifuoco” e osservando i limiti stabiliti per gli spostamenti. Nei momenti di maggior affluenza dei fedeli sarà opportuna la presenza di volontari.

Al Venerdì santo, la Celebrazione della Passione si svolga in tutte le sue parti. L’atto di adorazione della Croce mediante il bacio sia limitato al solo presidente della celebrazione.
La Liturgia Ambrosiana già prevede, durante la Preghiera Universale, intenzioni per le epidemie e per i defunti.

In Rito Romano, sarà aggiunta, dopo la nona intenzione della Preghiera Universale, la seguente intenzione:
IX b. Per i tribolati nel tempo di pandemia
Preghiamo per tutti coloro che soffrono le conseguenze dell’attuale pandemia, perché Dio Padre conceda salute ai malati, forza al personale sanitario, conforto alle famiglie e salvezza a tutte le vittime che sono morte.
Preghiera in silenzio; poi il sacerdote dice:
Dio onnipotente ed eterno, provvido rifugio dei sofferenti, guarda con compassione le afflizioni dei tuoi figli che patiscono per questa pandemia; allevia il dolore dei malati, dà forza a chi si prende cura di loro, accogli nella tua pace coloro che sono morti e, per tutto il tempo di questa tribolazione, fa’ che ciascuno trovi conforto nella tua misericordia. Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.

Il Crocifisso potrà essere lasciato in chiesa per l’adorazione laddove sia garantito, attraverso barriere o cordoni, che i fedeli non si avvicinino eccessivamente. Nei momenti di maggior affluenza dei fedeli sarà opportuna la presenza di volontari.

Non potrà svolgersi alcuna processione di fedeli, neanche in occasione del pio esercizio della Via Crucis, che comunque potrà svolgersi regolarmente in chiesa, con i fedeli al loro posto nell’assemblea. Laddove le circostanze del luogo lo rendono opportuno il solo presbitero, accompagnato da alcuni ministranti, potrà percorrere le strade della parrocchia con la croce o con un altro simulacro caro alla devozione popolare e il Popolo di Dio sarà invitato a partecipare affacciandosi alle finestre e ai balconi delle proprie case.

La Veglia pasquale potrà essere celebrata in tutte le sue parti come previsto dal rito, in orario compatibile con “coprifuoco” e sempre evitando movimenti processionali con i fedeli (compreso l’ingresso con il cero pasquale). L’eventuale amministrazione del battesimo, come già previsto per il tempo di pandemia, dovrà avvenire per infusione.

 

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