Cresce l’interesse religioso, ma anche il confronto su temi etici, la difesa del pianeta e la misericordia. Parla Anna Adriani, consigliera dell’Unione buddista italiana

di Rosangela VEGETTI

Anna Armani
Anna Armani

Due mondi un tempo considerati lontani, l’Oriente e l’Occidente, oggi sono sempre più avvicinati dalla comunicazione senza confini prodotta dalla globalizzazione; inevitabile nell’incontro di conoscenza e scambio anche il confronto delle religioni. Da due anni all’Università cattolica di Milano si ritrovano studiosi del mondo cattolico e buddista su percorsi di conoscenza, interscambio e dialogo e il 6 maggio alle 10 (aula Pio XI) si terrà il convegno sul tema «Cattolici e buddisti si incontrano. Percorsi di fede». Da parte buddista saranno presenti due maestri – uno di tradizione tibetana e uno giapponese zen – e un allievo monaco; da parte cattolica ci sarà il teologo don Alberto Cozzi e un giovane studente della Cattolica, con monsignor Luca Bressan a presiedere e don Ambrogio Pisoni a coordinare.

«Dopo un’apertura e un inizio di dialogo – afferma Anna Adriani, consigliera dell’Unione buddista italiana -, ora vogliamo affrontare temi di maggior profondità per meglio vedere i punti di incontro e di differenza tra le due religioni. Il tema della fede non è solo questione di ambito religioso e teologico, ma coinvolge la vita in generale a partire dal suo significato primo di “affidamento”. Nella vita ci sono tante situazioni in cui ci si affida a qualcuno, dalla mamma al medico; vogliamo andare a vedere le differenze tra l’approccio e la concezione della fede di parte cattolica e di parte buddista mettendo in luce i diversi percorsi che portano alla fede».

La fede buddista si basa sulla conoscenza, lo studio, l’approfondimento, l’analisi e l’attuazione degli insegnamenti del Budda e poi dei maestri successivi che li trasferiscono ai discepoli che studiano, meditano e traducono nella vita. L’interesse culturale e religioso verso il buddismo è in Italia sempre più esteso basti vedere le grandi folle che partecipano agli incontri del Dalai Lama, ma anche alla diffusione delle tecniche di meditazione acquisite dalle esperienze orientali. E proprio queste possono essere un punto di partenza e di incontro tra cattolici e buddisti, che ben conoscono il valore della meditazione e possono arricchirsene vicendevolmente.

Ma cosa sta davvero cambiando nel dialogo tra le religioni? «Il processo di incontro e di reciproca conoscenza – afferma Adriani – sta cambiando in primis il linguaggio svelando un’interdipendenza tra noi su certi temi come la difesa del pianeta, che è la nostra casa comune, e in tal senso sono preziosi gli scritti del Papa, e sulla misericordia nei rapporti umani. Possiamo constatare anche un progressivo avvicinamento su temi etici e morali in difesa dei valori intrinseci all’essere umano, a partire dal bisogno di amore e compassione, un desiderio di bene in ogni circostanza della vita quale istanza primordiale e universale. Le religioni devono proprio porsi traguardi comuni a uomini e donne di ogni latitudine».

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