Prima di partecipare alla Traditio Symboli, quanti si preparano a ricevere il Battesimo a Pasqua dialogheranno con l'Arcivescovo in un incontro riservato al Centro diocesano. Monsignor Paolo Sartor presenta l'appuntamento

di Luisa BOVE

catecumeni

Sabato 12 aprile i catecumeni che si preparano a ricevere il Battesimo a Pasqua vivranno due momenti importanti per la loro vita di fede: l’incontro alle 18 con il cardinale Angelo Scola presso il Centro diocesano di Milano (via S. Antonio 5) e la Veglia in Traditione Symboli in Duomo alle 20.45 insieme ai giovani della Diocesi. Il confronto con l’Arcivescovo, spiega monsignor Paolo Sartor, responsabile diocesano e nazionale del Catecumenato, sarà preceduto da un ritiro. «Verrà letto il brano di Nicodemo, scelto anche per la celebrazione della sera, seguirà la mia riflessione e poi i catecumeni si divideranno in gruppi per elaborare alcune domande da rivolgere all’Arcivescovo. Abbiamo adottato questo metodo perché i catecumeni sono più di 140 e sarebbe complicato passare a tutti il microfono… L’anno scorso l’incontro è andato bene ed è stato molto apprezzato per l’intensità e il coinvolgimento del Cardinale. Oltre ai catecumeni saranno presenti anche le persone che li hanno seguiti nella catechesi e nel loro cammino».

Quali temi affronteranno?
Il Vangelo già si presta per un incontro con Gesù, suscitato dallo Spirito e da una lunga ricerca. È stato scelto dalla Pastorale giovanile, d’accordo con l’Arcivescovo, per la Traditio Symboli dei giovani, ma aiuta anche i catecumeni, che lo leggeranno in riferimento al tema della Passione, alla salvezza che viene dalla Croce. Credo che potranno riconoscersi nelle loro storie di uomini e donne che hanno incontrato il Signore.

La sera quindi culminerà con la Veglia…
Dopo l’incontro con l’Arcivescovo abbiamo la cena condivisa, in cui ognuno porta qualcosa. Poi ci incammineremo verso il Duomo, dove i catecumeni si prepareranno a ricevere il Credo dall’Arcivescovo, insieme ai giovani della Diocesi: tra l’altro la maggior parte di loro ha un’età compresa tra i 20 e i 30 anni, il contesto è quindi appropriato. Oltre al cartoncino, che ricorda la consegna del simbolo del Credo, giovani e catecumeni riceveranno dall’Arcivescovo anche una piccola croce.

Quanti sono i catecumeni?
Sono 146, 97 donne e 49 uomini, 42 italiani e 104 stranieri. Le nazionalità più rappresentate sono Albania (45), Perù (14) e Cina (8). Ben 90 catecumeni hanno un’età compresa tra 26 e i 40 anni. Vengono da tutte le Zone pastorali, la maggior parte da Milano (53), da Sesto San Giovanni (26) e da Rho (20).

Perché oggi chiedono di essere battezzati da adulti?
Se fino a qualche anno c’era la motivazione del matrimonio, ora si capisce che non è più quella prevalente. Ci sono piuttosto tante ricerche, magari iniziate da tempo, anche in modo informale e non legato alla Chiesa; a un certo punto “scatta” una molla, ma c’è sempre anche la conoscenza di una persona: un collega di lavoro, un amico, un compagno di università, un prete… Ci sono storie serene, tranquille, quasi “naturalmente cristiane”, e altre più sofferte, per cui l’apertura alla Chiesa e al cristianesimo ha voluto dire anche un cambiamento reale di vita.

In tutto questo gli accompagnatori hanno un ruolo importante…
Fanno un bel tratto di strada con loro (due anni liturgici), rappresentano la comunità cristiana e di solito diventano anche amici dei catecumeni. La loro figura unisce competenza, capacità di leggere insieme il Vangelo, fare catechesi e avere grande attenzione. Si assumono una responsabilità significativa. Quello che cerca di fare il Servizio diocesano è sostenere queste persone, aiutarle e dare qualche supporto nel loro lavoro molto serio.

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