Organizzata da Associazione Famiglie numerose, Acli Lombardia e Spazio Famiglia (legata all’Ac ambrosiana) per incontrare e far incontrare istituzioni, associazioni familiari e coppie, prevede una settantina di appuntamenti sul territorio

di Martino INCARBONE

Carovana per la famiglia

Ventun convegni durante tutto il 2011, altri quaranta incontri entro giugno e una trentina nella sessione autunnale. Questo è il ricchissimo programma di Carovana della famiglia, una maratona di appuntamenti organizzata da Associazione Famiglie numerose, Acli Lombardia e Spazio Famiglia (associazione legata all’Azione cattolica ambrosiana) per incontrare e far incontrare, direttamente a casa loro, istituzioni, associazioni familiari e famiglie. Ne parliamo con Alessandro Radaelli di Novate Milanese, presidente dell’associazione Spazio Famiglia.

Da dove nasce e con quale scopo l’impegnativo programma della Carovana della famiglia?
Ci siamo incontrati all’interno del Forum delle associazioni familiari di cui facciamo tutti parte e abbiamo iniziato un percorso di progettualità comune: la convinzione di fondo è che sia necessario costruire reti e promuovere sul territorio le politiche familiari per “attivare” le famiglie come soggetto protagonista. L’obiettivo principale è quello di creare in ogni piano di zona un Tavolo per la famiglia, un luogo di incontro in cui famiglie e istituzioni possano ideare e realizzare progetti comuni: sarebbe bello che un simile spazio fosse presente in ogni Comune, perché è solo nella dimensione locale che si riesce realmente a creare una rete.

Si tratta quindi di un approccio molto pragmatico. Quali sono le proposte concrete che volete portare avanti insieme alle famiglie?
Una volta creato un Tavolo, proponiamo alcune “buone pratiche” già sperimentate in alcuni territori e quindi facilmente replicabili: una di queste è lo sportello “Più famiglia”, un punto di incontro itinerante all’interno del Comune, in cui le istituzioni incontrano le famiglie là dove vivono (nelle scuole, nelle piazze, ecc.) con lo scopo di far conoscere le iniziative esistenti. Una seconda iniziativa è il gruppo di acquisto nelle sue diverse accezioni: c’è chi lo chiama solidale, perché vuole dare questo taglio, chi lo chiama familiare perché sottolinea il criterio dell’economicità. Ciò che è certo è che il gruppo di acquisto non è solo una diversa modalità di consumare, ma è un ottimo strumento per creare relazioni e mutuo aiuto tra persone.

Si tratta di proposte impegnative: qual è la risposta del territorio che avete incontrato finora?
Le istituzioni si sono dimostrate molto interessate, perché il contatto con le famiglie è un punto debole. La politica elabora proposte che fanno fatica a incontrare la gente: in questo senso le associazioni posso portare un contributo decisivo. La risposta è stata qualitativamente alta in ogni iniziativa, tuttavia l’esperienza del 2011 ci ha fatto fare una riflessione: per incontrare le famiglie dobbiamo favorire la loro partecipazione. Abbiamo scelto di passare dalla forma del  convegno serale a una forma di vera e propria festa-incontro: gli eventi, che ci preparano a Family 2012, prevedono uno spazio per i bimbi in cui possono fare animazione partecipata mentre gli adulti possono incontrarsi con le istituzioni. In questa maniera è anche più facile dare spazio alle associazioni familiari del territorio che possono allestire stand per presentare le loro attività e le loro proposte.

Visti gli appuntamenti in programma non si tratta solamente di una carovana, ma di una vera e propria maratona della famiglia. Quali sono i numeri dell’iniziativa?
Durante i convegni dello scorso anno abbiamo incontrato circa 600 persone. Il dato più interessante è che abbiamo intercettato una serie di famiglie che si sono rese disponibili per fare da punto di riferimento sul territorio e per tenere viva la rete. Proprio il 5 febbraio a San Donato abbiamo incontrato 80 adulti insieme con altrettanti bambini per un momento formativo: questi sono i carovanieri, sono l’anima dell’iniziativa, coloro che tengono le relazioni con le associazioni, le istituzioni e che a loro volta collegheranno altri soggetti.

Dal vostro osservatorio privilegiato, qual è il termomento delle politiche familiari in Lombardia oggi?
La consapevolezza della famiglia come soggetto attivo sta crescendo, anche se l’approccio predominante delle politiche familiari è quello di incontrare le famiglie a partire dal bisogno e dal disagio, più come oggetto di politiche assistenziali. La sussidiarietà sarà reale quando le istituzioni sapranno creare un tessuto favorevole alla nascita e fioritura del protagonismo familiare».

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