La responsabile Franca Carminati illustra il progetto attuato in alcuni quartieri di Milano, che sarà illustrato in un seminario in programma presso la sede

di Cristina CONTI

Si svolgerà il prossimo 24 settembre, in via San Bernardino 4, il seminario «Persone anziane al centro. Un anno di lavoro in alcuni quartieri della città di Milano» organizzato da Caritas Ambrosiana. In questa occasione verrà presentato quanto è stato realizzato nelle zone 3, 8 e 9 di Milano. Franca Carminati, responsabile anziani della Caritas, illustra le caratteristiche del progetto.

Come è nata questa iniziativa?
È un’esperienza che non nasce dal nulla, ma che vuole dare continuità e ampliare servizi già esistenti sul territorio. Il nome che abbiamo scelto per questo progetto è Margherita, proprio perché l’aiuto si esprime nel territorio attorno alle persone che hanno bisogno, attraverso una rete di servizi. Abbiamo tentato di mettere a sistema i punti di prossimità che già operavano sul territorio(Il Cortile, lo Spazio Bethlem, La Tenda)e che avevano differenze in termini di stile di servizio e di metodologia di lavoro. L’obiettivo è stato quello di uniformare e dare un valore aggiunto a ciò che già esisteva.

Chi ci lavora?
Volontari e operatori. Se infatti il volontario può fare molto, sono indispensabili anche le competenze specifiche. La presenza di operatori professionali, inoltre, permette di dare continuità all’iniziativa.

In che cosa consistono i servizi offerti?
C’è innanzitutto un’attività di accoglienza. Quanti si rivolgono a noi possono contare su un servizio di informazioni e di orientamento, che permette loro esprimere il proprio bisogno e di essere aiutati nel modo giusto. I punti di prossimità si rivolgono sia alle persone anziane, sia alle loro famiglie, perché sappiamo che spesso anche i figli, divisi tra famiglia e lavoro, hanno bisogno di aiuto per prendersi cura degli anziani. Ci sono servizi a domicilio, dai pasti alla consegna dei farmaci, fino agli interventi di manutenzione e pulizie domestiche. E servizi di prossimità con volontari che accompagnano gli anziani alle visite mediche, attività di gruppo, momenti di socializzazione e corsi, tra cui teatro e computer, a seconda delle richieste e delle possibilità dei diversi punti di prossimità.

Per le persone con problemi cognitivi ci sono attività specifiche?
Sì. C’è un’attenzione particolare per gli anziani che hanno queste problematiche. Si va dai laboratori occupazionali per mantenere le capacità cognitive fino al servizio per chi ha bisogno di una badante. In questo secondo caso c’è la possibilità di avere una vera e propria consulenza e di essere accompagnati nel momento della ricerca. La parte contrattuale viene gestita attraverso la collaborazione di un’agenzia specializzata. Come si può capire anche da questi servizi, la filosofia di partenza è stata proprio quella di creare un unico punto di riferimento territoriale a cui anziani e famiglie possano rivolgersi senza troppi tragitti e interlocutori diversi, ma anche realizzare collaborazioni e sinergie significative con tutti gli “attori istituzionali e non” del luogo di vita degli anziani stessi.

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