Redazione

Compie 11 anni la proposta di Caritas Ambrosiana per l’estate dei giovani. Quest’anno saranno 123 i ragazzi a mettersi lo zaino in spalla per vivere questa esperienza di scambio e di cooperazione. Dodici le mete interessate, luoghi dove Caritas è già presente con progetti di vario tipo.

di Stefania Cecchetti

Più che un’esperienza di servizio, un’occasione di incontro e di scambio. Èquesto il senso dei “Cantieri della solidarietà”, la proposta estiva della Caritas Ambrosiana rivolta ai giovani, che giunge quest’anno alla sua undicesima edizione. L’idea di far incontrare i ragazzi del posto con i giovani italiani, organizzando un campo di condivisione e servizio a favore delle persone più fragili, nacque nel 1997, a partire dalla collaborazione con le popolazioni dei Balcani martoriate dai conflitti.

Da allora circa un migliaio di giovani ha partecipato a campi in tutte le parti del mondo. Si tratta di contesti in cui Caritas Ambrosiana è già presente con i progetti più diversi, dal microcredito alla ricostruzione dopo eventi naturali estremi come lo tsunami. Sempre però in collaborazione con la Chiesa locale o altri organismi attivi su quei territori.

«La logica – spiega infatti Maurizio Maffi, coordinatore dell’area internazionale di Caritas Ambrosiana – è proprio quella della scambio tra volontari del posto e volontari italiani. Impegnati insieme in attività di servizio, si finisce per venire a contatto e conoscere una cultura diversa».

Obiettivi? «In soli quindi giorni di esperienza per noi è già molto – spiega Maffi – se i ragazzi sono stimolati a riflettere sul proprio stile di vita. L’importante è che l’incontro sia una provocazione, che lasci qualche domanda, da approfondire poi al rientro anche grazie ai momenti di verifica che sono previsti tra i partecipanti ai diversi campi».

Capita così che da un cantiere della solidarietà nascano anche percorsi successivi, come spiega ancora Maffi: «Si va dalla semplice mostra fotografica, magari ospitata in parrocchia, in cui il ragazzo racconta il proprio viaggio, a scelte più impegnative, come quella di partire per un anno di servizio civile internazionale. Se tutto andrà come deve, poi, con qualcuno dei ragazzi che ha partecipato ai nostri cantieri negli anni scorsi dovremmo dare vita a un gruppo di animatori, specializzati sui temi della mondialità, che si renderanno disponibili per attività nelle parrocchie». Un’iniziativa, quest’ultima, in collaborazione con l’Ufficio missionario della diocesi, Pastorale dei migranti, Pastorale giovanile e Centro documentazione mondialità.

Sono 123 i giovani dai 18 ai 30 anni che si apprestano a partire per i Cantieri della solidarietà quest’anno. Dodici i Paesi interessati: Bulgaria, Moldova, Montenegro, Romania, Etiopia, India, Bolivia, Nicaragua, Turchia, Giordania, Libano, Palestina. Tra le attività in cui saranno impegnati c’è innanzi tutto l’animazione dei ragazzi, seguita da alcuni lavori manuali, legati alle comunità parrocchiali o ai progetti Caritas, e dalle attività culturali di scambio con gli operatori del luogo

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