L’incontro dell’Arcivescovo con i ragazzi dell’oratorio di Cornaredo: «Davvero in gamba è chi sa passare rapidamente da un momento di allegria e gioia a uno di silenzio e di vero ascolto»

di Simone RIVA

oratori estivi Cornaredo

Un appuntamento davvero speciale, quello vissuto ieri dall’oratorio della parrocchia dei Santi Giacomo e Filippo a Cornaredo: al termine di una faticosa, ma entusiasmante giornata di oratorio estivo, infatti, è giunto in visita il cardinale Angelo Scola. L’emozione dei presenti – non solo i ragazzi di Cornaredo, ma anche i loro amici di San Pietro all’ Olmo – si percepiva quasi fisicamente, durante le prove di balli, canti e preghiere curate per il grande evento.

Dopo la tappa a Carnago, anche a Cornaredo l’Arcivescovo si è prestato a una breve, ma intensa chiacchierata con i ragazzi del Grest, catturati immediatamente da una provocazione lanciata con affetto e complicità: «Amici carissimi, da dove si vede se uno è in gamba? Dalla rapidità con cui sa passare da un momento di allegria e di gioia a un momento di silenzio e di vero ascolto. Perché pregare vuol dire rivolgersi a una persona precisa, a Gesù. Che anche se non è qui come io sono qui adesso, è una presenza che domanda un ascolto grande e vero».

Il Cardinale ha poi proseguito il suo discorso riflettendo sul significato del tema scelto quest’anno dalla Federazione Oratori Milanesi, “Everybody – Un corpo mi hai preparato”. «Tradotto bene,Everybody significa “ciascuno”; quindi ognuno di noi è unico, insostituibile. Nessuno potrà prendere il vostro posto, né adesso, né quando sarete grandi. Quindi, la prima cosa che “Everybody” ci aiuta a capire è che ognuno di noi vale, è importante. Se manchi “tu”, manca qualcosa di bello per tutti noi! Però, come giustamente avete sottolineato, in “Everybody” c’è anche una parola che in inglese significa “corpo”. Ecco, anche con i bellissimi balli e canti che ho potuto ammirare, avete sottolineato una grande verità: il corpo è il mezzo, il modo con cui noi comunichiamo tra di noi. Se ti guardo, ti sorrido, il mio corpo passa qualcosa di me direttamente a te e viceversa. Il nostro modo di vestire, il nostro modo di parlare, di muovere le mani, di sorridere o di piangere sono lo strumento con cui il corpo comunica tutta la nostra persona. Quindi il nostro valore irripetibile, unico per ognuno di noi, passa dal corpo! “Everybody” è dunque una scelta bellissima, proprio perché contiene queste due grandi verità».

«Ma che cosa deve comunicare il corpo? – ha proseguito l’Arcivescovo -. Deve comunicare tutta la nostra persona, il nostro cuore: il motivo per cui viviamo, per cui stiamo insieme e per cui siamo amici. Il motivo per cui pensiamo al nostro futuro, per cui andiamo a scuola, per cui giochiamo e per cui riflettiamo. Il corpo, insomma, deve comunicare “tutta” la persona. Quando noi diciamo Gesù, pensiamo a qualcuno che ci ha dimostrato che il valore della persona è nel dono e nel donarsi. Ha offerto il suo “corpo” per il nostro bene. Ecco che insieme allora capiamo cosa vuol dire seguire l’esempio di Gesù, donandoci agli altri interamente, senza risparmiarci, come lui ha fatto con noi. Per questo, ragazzi, avete l’aiuto degli animatori; e per questo voi animatori potete contare sull’aiuto dei sacerdoti, così che insieme possiamo davvero crescere camminando sul quel sentiero che Gesù ha tracciato per noi».

Un fragoroso applauso ha accolto la conclusione del discorso del Cardinale. Così una “normale” giornata di oratorio estivo si è trasformata in un incontro davvero straordinario che – per usare le parole di don Davide Pepe, vicario parrocchiale di Cornaredo -si è rivelata «un’occasione per comprendere come l’oratorio sia una parte della Chiesa: la preghiera, lo stile di vita evangelico e il momento del divertimento e del gioco non sono due cose diverse, ma due esperienze complementari».

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