La separazione non deve essere ritenuta irrimediabile, non esclude dai sacramenti e l’accostarsi al sacramento della riconciliazione è la via per riconoscere i propri peccati e ricevere il perdono

di monsignor Mario DELPINI
Vicario generale

separazione

Desidero rivolgere una parola di speranza e di incoraggiamento a tutte le coppie che soffrono il dramma della divisione. La preghiera di Gesù stabilisce un rapporto decisivo tra il perdono che si chiede a Dio e il perdono che si concede a chi ci ha fatto del male: rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori. Pertanto ricordo che la separazione non deve essere ritenuta irrimediabile e anche persone che hanno litigato o si sono fatte del male possono riconciliarsi. È doveroso chiedere perdono a Dio: la separazione non esclude dai sacramenti e l’accostarsi al sacramento della riconciliazione è la via per riconoscere i propri peccati e ricevere il suo perdono. È doveroso, di conseguenza, chiedere e offrire il perdono anche al marito o alla moglie cercando in ogni modo una riconciliazione. La famiglia unita è il desiderio di tutti, specie dei figli, ed è un bene inestimabile per la società e per la Chiesa e la riconciliazione è possibile per tutti e raccomando a tutti, alle persone coinvolte, alle istituzioni che accompagnano le coppie in difficoltà, di offrire ogni possibile aiuto per sanare le divisioni, evitando con ogni mezzo l’irrimediabile situazione del divorzio.

(tratto dalla lettera per la Quaresima 2013)

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