La settimana estiva all'insegna della legalità trascorsa dai ragazzi dell’oratorio San Pio V a Castel Volturno

di Claudio URBANO

oratorio San Pio V

Da Milano a Castel Volturno e ritorno per vivere un’esperienza evangelica. Porteranno con sé il ricordo di una settimana di lavoro nelle campagne del Casertano, i ragazzi dell’oratorio di San Pio V a Calvairate, insieme a una buona dose di fiducia nel futuro e alla voglia di impegnarsi anche nella propria comunità. In trenta, tra adolescenti ed educatori, hanno partecipato a un campo estivo di Libera, in una cooperativa nata da una confisca alla criminalità organizzata. Mattinate di lavoro nell’azienda casearia e la voglia di imparare dalla passione dei giovani che hanno avviato la cooperativa. L’esempio viene dalle testimonianze della figlia di una vittima della mafia e di un capitano della Guardia di Finanza, e dai giovani che hanno scelto di restare nella propria terra per costruire qualcosa di buono, avviando un’attività imprenditoriale.

La scelta di una vacanza di questo tipo la spiega Lorenzo Magni, educatore dei ragazzi di San Pio V: «Spesso con gli adolescenti è difficile comunicare solamente a parole il Vangelo, mentre questa esperienza ci ha permesso di vivere il discorso evangelico nella vita concreta. Ci si rende conto che si può fare anche all’esterno quello di cui si è parlato in oratorio, e che magari si credeva di poter vivere solo lì». Un’esperienza che serve insomma ad allargare lo sguardo, incontrando altri compagni di viaggio. Allo stesso campo di lavoro hanno partecipato infatti anche gruppi scout, cattolici e non. «Perché trovi valori comuni a tutti – osserva Lorenzo -, a prescindere dal volersi mettere l’etichetta del cattolico o del buon cittadino».

Un’altra “lezione” viene proprio dal lavoro e dalla fatica, che hanno “costretto” i ragazzi ad accorgersi delle rispettive esigenze: «L’altro si rende conto che sei stanco e ti aiuta, oppure ti consiglia di riposarti un po’», spiega Lorenzo.

Esperienze di cui fare tesoro nella vita di tutti i giorni. A partire dall’attenzione alla comunità, dell’oratorio, ma non solo. In parrocchia i ragazzi stanno preparando una testimonianza della settimana estiva trascorsa, e vogliono vendere i prodotti del caseificio dove hanno lavorato. Poi dal loro sacerdote, don Marco Bertagna, arriva l’invito a tenere gli occhi aperti e a impegnarsi anche all’esterno dell’oratorio, a partire dalle scelte più semplici, come pagare sempre il biglietto del tram… «Quanto a me – chiude Lorenzo Magni, che come molti suoi coetanei si interroga sul futuro che ora sembra nebuloso – vedere la determinazione e l’impegno dei ragazzi di Libera, che ha già portato frutti, mi fa pensare che anche per l’Italia ci sia una prospettiva di futuro».

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