Le dolorose esperienze familiari dei due giornalisti e la loro personale vicenda di resilienza al centro della serata in programma lunedì 22 novembre nella parrocchia milanese di Santa Francesca Romana

di Stefania CECCHETTI

Mario Calabresi e Alessandro Milan
Mario Calabresi e Alessandro Milan

Due noti giornalisti, accomunati da esperienze dolorose che hanno comportato una rinascita, e che delle storie di resilienza si fanno spesso e volentieri narratori. Mario Calabresi (già direttore de La Stampa e di Repubblica) e Alessandro Milan (voce di Radio24) sono i protagonisti perfetti dell’incontro «Nati due volte. La vita oltre il torto subito», in programma lunedì 22 novembre alle 20.30, nella parrocchia di Santa Francesca Romana (via Cadamosto 5, Milano).

Calabresi: «Milan come mia madre»

«Io e Alessandro ci siamo conosciuti quando ho presentato il suo libro Mi vivi dentro, che racconta il suo lutto per la moglie Francesca – racconta Calabresi -. È un racconto di come si può far pace con le pagine dolorose della vita, nel suo caso dolorosissime, e di come si può provare ad andare avanti insegnando qualcosa ai propri figli. In un certo senso io ho un’esperienza simile, ho vissuto un lutto che mi ha segnato, ma Alessandro è un po’ mia madre, come potrei dire con un gioco di parole. Quello che cerca di trasmettere ai suoi figli, la memoria di cosa è stata la loro mamma, è esattamente quello che ha fatto mia mamma con me».

Milan: «Riprendere dopo un inciampo»

Con un’idea davvero generativa, Alessandro Milan ha affidato la memoria di sua moglie, la giornalista Francesca del Rosso, all’associazione “Wondy sono io” per la diffusione della cultura della resilienza, conosciuta soprattutto per un premio letterario molto prestigioso: «A Santa Francesca Romana parlerò sicuramente dell’associazione e del premio letterario “Wondy sono io” (Wondy era il soprannome di mia moglie) – spiega Milan -. Ci tengo molto perché penso sia bello raccontare come qualsiasi storia non sia mai una storia definitiva e negativa. Da un inciampo si può sempre creare una nuova vita, una forma di ripresa».

Storie di rinascita: è questo in effetti l’interesse dei due giornalisti, entrambi grandi narratori di vicende di resilienza. «Il giornalismo mio e di Alessandro si somigliano molto, ed è per quello che ci troviamo bene, anche quando ci incontriamo in radio – spiega Calabresi -. Le nostre esperienze ci hanno lasciato un occhio di attenzione speciale agli esseri umani. Spesso i giornalisti in una persona vedono una notizia: non che li biasimi, ma può capitare di dimenticarsi che dietro a ogni storia che raccontiamo c’è una persona, una vita che va rispettata».

Come aggiunge Milan, la serata di lunedì avrà il sapore di una chiacchierata: «Non so anticipare con precisione di cosa parleremo, perché vorrei che andassimo un po’ “a braccio”, anche perché a moderare ci sarà Catia Caramelli, una collega di Radio24 che conosceva bene mia moglie e che ha visto tutto il nostro percorso di lutto e ripartenza. Volendo pensare a un’immagine che riassuma la serata, userei quella del giunco che, come dice un proverbio siciliano, si piega quando passa la piena, ma non si spezza».

Avvento e ri-nascita

Don Marco Artoni, parroco di Santa Francesca Romana, sottolinea come il tema della resilienza sia perfetto per il tempo di Avvento, perché collegato a quello della ri-nascita: «Ci sono persone che hanno avuto a che fare con svolte decisive, generate da grandi dolori. Ci piaceva l’idea di ascoltare testimonianze significative su questo tipo di cambiamento dalla voce di due personalità come Calabresi e Milan, non direttamente riconducibili al mondo cattolico».

Un desiderio, quello di aprirsi ad argomenti non strettamente ecclesiali, che caratterizza diverse iniziative della parrocchia, come spiega ancora don Artoni: «La chiesa di San Carlo al Lazzaretto, di manzoniana memoria, appartiene alla nostra parrocchia. Dopo il restauro del 2017 abbiamo volute che diventasse la sede della “Cattedra Alessandro Manzoni, letteratura e cristianesimo”, un contenitore di incontri culturali e letterari, come per esempio un ciclo sui grandi romanzi del Novecento o il recentissimo ciclo “Primavera di poesia al San Carlino”. Iniziative molto seguite, proseguite anche in tempo di pandemia su YouTube».

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