A margine dei dati sull’aumento della povertà dovuto al Covid, il presidente del Banco Alimentare della Lombardia sottolinea: «Compito della politica è lavorare insieme al Terzo settore al servizio della persona»

di Cristina CONTI

Dario Boggio Marzet
Dario Boggio Marzet

Collaborazione e sostegno al Terzo settore per poter dare un aiuto globale a chi è nel bisogno. Questo chiede il Banco Alimentare della Lombardia alla nuova Giunta in vista delle prossime elezioni, a fronte dell’aumento drammatico della povertà a causa della pandemia. Nel solo Comune di Milano, nel 2020, sono state 81.281 le persone assistite, rispetto alle 73.500 del 2019, per un totale di 4.355 tonnellate distribuite rispetto alle 2.900 dell’anno precedente. Se si guarda alla Lombardia, nel 2020 sono state distribuite 17.936 tonnellate contro le 16.939 del 2019, mentre le persone assistite sono state 230.106, contro le 204 mila dell’anno precedente.

«La forza dei mesi più duri della pandemia è stata il sistema di relazioni che si è costruito e la capacità straordinaria di lavorare insieme tra Terzo settore, amministrazione pubblica e Protezione civile – precisa Dario Boggio Marzet, presidente del Banco Alimentare della Lombardia -. È importante che questo aspetto continui nel tempo, perché le persone in stato di povertà hanno esigenze che vanno al di là del bisogno alimentare e che comprendono anche la ricerca del lavoro e la necessità di fiducia, e soprattutto il rispetto, la dignità e il valore che è proprio di ogni persona».

Durante i lockdown il Terzo settore ha subito conseguenze molto gravi, dovute alle norme anti-Covid e alle misure di distanziamento. Anche se nessun Dpcm ha affrontato direttamente l’argomento del volontariato, gli ultrasessantacinquenni costretti a casa, l’esigenza di rimanere distanti e le chiusure di molte attività produttive hanno comportato modifiche nelle modalità di servizio. Ciò nonostante l’aiuto ai poveri non si è mai fermato. Grazie non solo ai volontari nelle parrocchie, ma anche ad aziende e imprese che hanno fornito dispositivi di protezione nel momento del bisogno e prodotti di prima necessità. «Il problema più grande di chi si trova in povertà è la difficoltà a uscirne. Servire e aiutare questa rete è la cosa più bella che la politica possa fare. Il suo compito, infatti, è quello di essere al servizio della persona e delle relazioni per lavorare insieme al mondo del Terzo settore sul territorio», conclude.

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