Benedetto XVI all'Angelus di domenica 22 maggio si è rivolto alla folla di fedeli radunata in piazza San Pietro poi ha salutato i delegati al Congresso eucaristico nazionale di Bari in attesa di parteciparvi personalmente con la messa conclusiva.


Redazione

Domenica 22 maggio il papa Benedetto XVI si è affacciato per la recita dell’Angelus davanti a una folla che gremiva piazza San Pietro.

Un saluto speciale ai partecipanti al Congresso eucaristico nazionale, in corso dal 21 maggio a Bari, è arrivato, domenica, da Benedetto XVI, durante l’Angelus. «Nel cuore di questo Anno dedicato all’Eucaristia – ha detto il Santo Padre – il popolo cristiano converge intorno a Cristo presente nel Santissimo Sacramento, fonte e culmine della sua vita e della sua missione. In particolare, ogni parrocchia è chiamata a riscoprire la bellezza della domenica, giorno del Signore, in cui i discepoli di Cristo rinnovano nell’Eucaristia la comunione con Colui che dà senso alle gioie e alle fatiche di ogni giorno».

«“Senza la domenica non possiamo vivere”: così professavano i primi cristiani, anche a costo della vita, e così – ha aggiunto il Papa – siamo chiamati a ripetere noi oggi. In attesa di recarmi di persona domenica prossima a Bari per la celebrazione eucaristica, sono sin da ora spiritualmente unito a questo importante evento ecclesiale».

«“Dio è amore” – ha osservato il Sommo Pontefice – è la parola che riassume tutta la rivelazione e l’amore è sempre un mistero, una realtà che supera la ragione senza contraddirla, anzi, esaltandone le potenzialità. La teologia cristiana sintetizza la verità su Dio con questa espressione: un’unica sostanza in tre persone. Dio non è solitudine, ma perfetta comunione. Per questo la persona umana, immagine di Dio, si realizza nell’amore, che è dono sincero di sé».

Benedetto XVI ha, poi, invocato «l’intercessione della Vergine Maria, perché giornate di così intensa preghiera e adorazione di Cristo Eucaristia accendano nella Chiesa italiana un rinnovato ardore di fede, di speranza e di carità». A Maria il Papa ha affidato anche «tutti i bambini, gli adolescenti e i giovani che in questo periodo fanno la loro prima Comunione o ricevono il sacramento della Cresima».

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