Il messaggio dell’Arcivescovo per la Giornata diocesana del quotidiano cattolico, «che può offrire un aiuto significativo per un esercizio del pensiero libero, capace di argomentare, e rendere più vivace la dialettica costruttiva dentro le comunità»

di monsignor Mario DELPINI
Arcivescovo di Milano

Avvenire

Abbiamo bisogno di informazione. Non solo di titoli, non solo di slogan. Abbiamo bisogno di una informazione che non serva solo a partecipare alla conversazione ripetendo quello che tutti hanno letto sull’ultima schermata consultata per strada. Abbiamo bisogno di una informazione che offra elementi per capire il fatto di cronaca, le opinioni di un uomo politico, le scelte di una multinazionale, l’intervento del Papa. Abbiamo bisogno di una informazione che allarghi gli orizzonti, ci liberi da una visone angusta e meschina, limitata a quello che succede sotto casa. Abbiamo bisogno di una informazione anche su popoli e Paesi che non sono i prepotenti di turno, ma sono spesso vittime della prepotenza. E sono nostri fratelli e sorelle.

Abbiamo bisogno di una informazione che sia onesta, rispettosa, documentata, consapevole dei suoi limiti, che non sia aggressiva, diffamatoria, perentoria in giudizi affrettati e in dati non verificati.

Abbiamo bisogno di informazione, ma non solo di informazione.

Abbiamo bisogno anche di opinioni che aiutino a pensare; abbiamo bisogno di confronti per avviare dialoghi, a mettere in evidenza i limiti di una tesi, di una proposta.

Abbiamo bisogno anche di aiuti per entrare in ambiti della cultura di cui siamo curiosi, anche se non siamo esperti; abbiamo bisogno di indicazioni per considerare fenomeni di costume che interessano anche chi non è coinvolto: ogni affascinante e sconcertante manifestazione di umanità provoca una attenzione e merita un pensiero.

Io trovo che Avvenire risponde a questi bisogni e meriti di essere apprezzato, diffuso e sostenuto nelle nostre comunità cristiane e nel nostro territorio.

Tutti siamo autorizzati a pensare, ma i cristiani avvertono il pensiero come doveroso, il confronto come desiderabile e sono consapevoli che è necessaria una valutazione critica delle opinioni, dei costumi, delle decisioni.

Avvenire è un punto di riferimento che può offrire un aiuto significativo per un esercizio del pensiero libero, capace di argomentare. I cristiani non sono autorizzati a sottovalutarsi, a ritrarsi dal dibattito complessati da un pregiudizio di essere un anacronismo: hanno qualche cosa da dire a questo tempo, se sono pensosi e informati. I cristiani non sono autorizzati a essere presuntuosi, a parlare per frasi fatte e a esporre opinioni come fossero dogmi: hanno qualche cosa da dire a questo tempo, se sono rispettosi, discreti, capaci di ascoltare e di farsi ascoltare.

L’esercizio del pensiero non è un esercizio solitario. Il pensiero che aderisce alla verità nasce nelle dimore dell’amicizia (S. Gryegel). Nelle comunità cristiane, di fronte alle formidabili sfide che dobbiamo affrontare, abbiamo la possibilità di discutere, di vivere in serenità il confronto franco tra opinioni diverse, di sperimentare la pluralità dei pensieri come una ricchezza che svela la sua profonda convergenza, se si scava abbastanza.

Avvenire ha cura di mettere a confronto opinioni diverse sui temi di attualità e sull’interpretazione dei tempi in cui viviamo, delle scelte che si operano, delle domande che non si possono censurare. Può quindi essere uno strumento utile per rendere più vivace la dialettica costruttiva dentro le comunità.

Sento doveroso promuovere la stampa cattolica, e in particolare il quotidiano Avvenire, incoraggiare la lettura, apprezzarlo come strumento per conoscere e per valutare. E desidero pertanto ringraziare tutti coloro che lavorano ad Avvenire per offrire un giornale ricco di molti contenuti di informazione e di approfondimento, l’unico strumento per uno sguardo sereno e realistico sulla via della Chiesa. Merita di essere sottolineata la fruttuosa collaborazione tra il quotidiano e Milano Sette, il nostro appuntamento settimanale che racconta la vitalità e la ricchezza della Chiesa ambrosiana.

Ringrazio tutti coloro che collaborano alla diffusione di Avvenire e della buona stampa: vorrei tanto che presso ogni parrocchia i volontari si organizzino per interessare tutti ai contenuti del giornale e per procurare lettori e incoraggiarli a essere fedeli.

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