Don Diego Pirovano, responsabile del nuovo Ufficio diocesano per l’accoglienza dei fedeli separati, illustra le modalità operative dell’organismo

di Annamaria BRACCINI

Diego Pirovano

Alla vigilia dell’avvio operativo del nuovo «Ufficio diocesano per l’accoglienza dei fedeli separati», fissato per l’8 settembre, in coincidenza con l’apertura dell’Anno pastorale 2015-2016, è molta l’attesa che circonda questa iniziativa voluta personalmente dall’Arcivescovo, da subito con chiari e definiti obiettivi pastorali, come spiega il responsabile, don Diego Pirovano, giudice presso il Tribunale ecclesiastico regionale lombardo. «Già i documenti istitutivi dell’Ufficio ne specificano l’azione che si rapporta principalmente con la realtà del Tribunale ecclesiastico regionale lombardo, con i Patroni e con i Consultori cattolici già presenti e diffusi sul territorio della Diocesi. Si tratta di un lavoro di collaborazione che non sostituisce l’opera di questi organi le cui competenze restano immutate».

Qual è, allora, la mission peculiare dell’Ufficio?
Direi che la parola che sintetizza e identifica meglio la nuova istituzione sia accoglienza, intesa anche nella forma dell’accompagnamento delle persone che a noi si rivolgeranno. Si pensi alle diverse fasi di una causa di nullità matrimoniale, nella quale, se vi sono i presupposti e qualora sia già stata introdotta, accompagneremo il richiedente comunque sempre negli spazi e nelle modalità che il Codice di diritto canonico prevede e consente. Nell’atto iniziale di tali cause, il cosiddetto “Libello”, aiuteremo il fedele a recuperare, ad esempio, tutto il materiale utile e necessario per la sua “Scrittura”. È ovvio che non tutti saranno interessati a questo specifico percorso e che saranno molte e diverse le problematiche che affronteremo.

Quindi, non un organismo che si sostituisce ad altri, ma che si integra con quelli già esistenti?
Certamente. Ci mettiamo a servizio nella logica pastorale dell’accoglienza, con cammini di orientamento percorribili relativamente alle situazioni che, di volta in volta, ci verranno sottoposte.

Come è strutturato l’Ufficio?
Avremo tre sedi, a Milano in Curia (aperta tre giorni alla settimana), a Lecco e a Varese. Come responsabile, sarò affiancato da don Luigi Verga, sacerdote ambrosiano, parroco a lungo impegnato nei Consultori, e da suor Chiara Bina, francescana di Madre Rubatto, che ha compiuto studi di Diritto canonico. Inoltre, potremmo avvalerci di esperti e consulenti esterni, in primo luogo quelli di cui già si servono i Consultori e dei periti del Tribunale ecclesiastico regionale. La collaborazione si esprimerà a pieno anche così perché con gli esperti, i medici e gli psicologi e che interpelleremo, vogliamo offrire il migliore aiuto possibile.

Dunque, lavorerete in stretta sinergia con i parroci e le strutture del territorio?
Questa collaborazione è e rimane fondamentale. Come componenti dell’Ufficio ci mettiamo fin d’ora a disposizione di parroci, decanati e Zone pastorali per incontri (molti sono già stati realizzati) per un’ulteriore conoscenza della nostra attività.

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