Una «attenzione cordiale» a quanti, dopo la separazione e il divorzio, vivono «nuove unioni», invitati «a cercare tutte le strade possibili per non distaccarsi dalla comunità cristiana e dalla partecipazione attiva alla vita della Chiesa»

di monsignor Mario DELPINI
Vicario generale

nuove unioni

A tutte le comunità richiamo il dovere di una attenzione cordiale a coloro che dopo la separazione e il divorzio hanno stabilito nuove unioni: deve giungere loro l’invito a cercare tutte le strade possibili per non distaccarsi dalla comunità cristiana e dalla partecipazione attiva alla vita della Chiesa. La disciplina della Chiesa suggerisce molti modi per perseverare nella peregrinazione della fede, anche se non è possibile accedere alla comunione sacramentale. Papa Benedetto XVI scrive in Sacramentum Caritatis: «I divorziati risposati, tuttavia, nonostante la loro situazione, continuano ad appartenere alla Chiesa, che li segue con speciale attenzione, nel desiderio che coltivino, per quanto possibile, uno stile cristiano di vita attraverso la partecipazione alla santa Messa, pur senza ricevere la Comunione, l’ascolto della Parola di Dio, l’Adorazione eucaristica, la preghiera, la partecipazione alla vita comunitaria, il dialogo confidente con un sacerdote o un maestro di vita spirituale, la dedizione alla carità vissuta, le opere di penitenza, l’impegno educativo verso i figli»( n 29).

Invito ogni comunità a una particolare attenzione per esprimere una vicinanza affettuosa anche ai fedeli che si trovano in questa situazione. In particolare può essere di aiuto che i pastori invitino questi fedeli e altri che non fossero in condizione di accostarsi alla comunione sacramentale ad accostarsi comunque al presbitero o al diacono, mentre viene distribuita la comunione, per ricevere una benedizione (compiendo un gesto quale quello di incrociare le braccia sul petto), e proporre la pratica della comunione spirituale da collocare opportunamente nella celebrazione eucaristica (in un terzo allegato si propone un testo con alcune indicazioni sul suo utilizzo).

(tratto dalla lettera per la Quaresima 2013)

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