Appuntamento alla sala Argentia di Gorgonzola per approvazione dei bilanci, rinnovo delle cariche e confronto sull’attività svolta durante il lockdown. Don Bernardini: «Inizia un tempo nuovo, a cui guardare con speranza»

di Gabriele LINGIARDI

don bernardini
Don Gianluca Bernardini

Sabato 10 ottobre, presso la sala Argentia di Gorgonzola, si terrà l’Assemblea dei soci dell’Acec Milano. L’Associazione Cattolica Esercenti Cinema, che rappresenta i cineteatri della comunità, rinnoverà le cariche di Presidenza e del Consiglio direttivo. Verranno inoltre presentati i bilanci, con importanti aggiornamenti sull’attuale situazione delle Sdc e sulle misure a sostegno del settore in un anno di particolare difficoltà. Il pericolo è infatti quello di dovere affrontare uno scenario di sale senza film a disposizione. L’unico strumento per scongiurare questo scenario, che dipenderà dall’andamento dell’emergenza sanitaria, è quello di fare rete.

Seguendo tutti i protocolli di sicurezza l’incontro si svolgerà in presenza. È la prima occasione di incontro tra gli esercenti, che non hanno però mai smesso di lavorare in sinergia da remoto. Lo sguardo è interamente rivolto al futuro e alla ripartenza per i presidi culturali rappresentati dalle Sale della comunità.

Durante l’incontro si farà il punto sul lavoro fatto nella programmazione e anche nella comunicazione, cercando di delineare azioni concrete atte a invogliare il pubblico a un ritorno in sala. Tante le incognite, ma forte anche la determinazione a resistere, come presidi culturali essenziali per la qualità della vita della comunità.

«È tempo di bilanci e di ripresa, con lo sguardo proteso al futuro – commenta don Gianluca Bernardini, presidente dell’Associazione -. Così l’Acec si presta a concludere un mandato che ci ha visto accanto alle nostre realtà sul territorio, nonostante non poche difficoltà di questi anni. Ora inizia un tempo nuovo, del tutto singolare, che l’associazione guarda, nonostante tutto, con uno sguardo di speranza, certa che le nostre Sale della comunità sono un tesoro prezioso che la nostra Diocesi ha ben coscienza di avere e di custodire».

 

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