Redazione

I giovani che si riuniranno a Loreto per l’Agorà avranno l’opportunità di visitare la Santa Casa, cuore del Santuario di Loreto e tra le più importanti reliquie dei fedeli cattolici. È infatti la piccola abitazione dove visse la Madonna, con la sua famiglia, a Nazareth.

Loreto è stata scelta come città sede dell’Agorà dei giovani 2007 anche per la presenza, nella città marchigiana, di una reliquia particolare e di grande valore spirituale: la Santa Casa, intorno alla quale è stato innalzato il “Santuario della Santa Casa di Loreto”. Si tratta di un edificio in arenaria dove la tradizione vuole abbia vissuto la Madonna con la sua famiglia, a Nazareth. Al di là della fede popolare, diversi studi hanno dato ulteriore credibilità alla reliquia datandone la costruzione ai tempi della nascita di Gesù e riconoscendo nella tecnica architettonica quella più comune poco prima dell’anno zero. Affondano invece nella leggenda le storie del tragitto effettuato dalle tre mura per coprire i 4mila chilometri da Nazareth a Loreto: la tradizione li narra compiuti direttamente da uno stuolo d’angeli che in volo hanno spostato i mattoni.

Ciò che è certo è che la casa è giunta a Loreto dopo la caduta del regno dei Crociati in Terra Santa, esattamente il 10 dicembre 1294, ed è presto diventata una delle mete di pellegrinaggio più importanti del mondo cattolico, visitata da 200 Santi, Beati e numerosi Papi. Una reliquia, ma anche “una preziosa icona concreta”, la definì Giovanni Paolo II, “Icona non di astratte verità, ma di un evento e di un mistero: l’Incarnazione del Verbo. E’ sempre con profonda commozione che, entrando nel venerato sacello, si leggono le parole poste sopra l’altare: ‘Hic Verbum caro factum est’: Qui il Verbo si è fatto carne. L’incarnazione, che si ricopre dentro codeste sacre mura, riacquista di colpo il suo genuino significato biblico; non si tratta di una mera dottrina sull’unione tra il divino e l’umano, ma, piuttosto, di un avvenimento accaduto in un punto preciso del tempo e dello spazio”

Il piccolo edificio di tre pareti (la quarta era rappresentata da una grata) presenta alla base numerosi graffiti, circa 60, di tipo paleocristiano a testimonianza della devozione dei fedeli alla casa già nei primi anni del cristianesimo. La parte superiore delle pareti, a partire dai 3 metri, è invece di costruzione successiva, quando la casa era già a Loreto, ed è stata affrescata nel XIV secolo da artisti sconosciuti.

Se da un punto di vista devozionale sono i mattoni in arenaria a conquistare i fedeli, dal punto di vista artistico è invece la copertura a farla da padrona: la casa è infatti protetta da un rivestimento marmoreo che è un capolavoro dell’arte lauretana e, per usare un’immagine cara ai religiosi di Loreto, “custodisce l’umile Casa di Nazareth come lo scrigno accoglie la perla”. La copertura è stata commissionata da Giulio II e ideata dal sommo architetto Donato Bramante, che nel 1509 ne approntò il disegno, attuato sotto la direzione di Andrea Sansovino (1513-27), di Ranieri Nerucci e di Antonio da Sangallo il Giovane.

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