Lasciano le suore Adoratrici, lo racconta con tristezza suor Simona Perini: «Dal 1989 accolte più di 200 ragazze con dipendenze»

di Annamaria Braccini

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Comunità Irene ad Arluno

Dopo più di 30 anni, la “Comunità Irene”, esclusivamente dedicata a donne dipendenti da sostanze intossicanti, ospitata presso la Cascina Poglianasca (nel territorio del Comune di Arluno), chiude le sue porte. Proseguirà la sua opera in altre strutture, ma non con le Suore Adoratrici Ancelle del Santissimo Sacramento e della Carità.

Lo racconta, con un filo di tristezza nella voce, suor Simona Perini – 15 anni trascorsi nella comunità terapeutica – che ricorda. «La nostra realtà è nata nel 1989 dopo aver accolto l’invito, venuto da parte del cavaliere Restelli, che voleva trasformare la Cascina Poglianasca in una Cittadella della solidarietà, avendo conosciuto suor Pilar Solis, nostra consorella». Suor Pilar aveva, infatti, aperto, al tempo, un’altra struttura a Bergamo per donne con dipendenze. Erano gli anni in cui lo Stato non si era ancora organizzato per questa emergenza. I primi, come spesso accade, a fare fronte anche su questo, sono stati preti e suore. Così suor Pilar, insieme a una consorella, ha avviato la comunità in Cascina Poglianasca per donne tossicodipendenti.

Da allora quante persone sono state aiutate?
Abbiamo accolto più di 200 ragazze. Il nostro è stato un centro residenziale con un’équipe educativa che era formata sia da personale religioso sia laico. La nostra caratteristica è quella di aver fatto famiglia con le ragazze che abbiamo accolto. D’altra parte, fare comunità è un aspetto specifico della nostra Congregazione, nata nel 1856 per aiutare donne in situazione di emarginazione. La nostra fondatrice, santa Maria Michela del Santissimo Sacramento (al secolo la nobildonna madrilena María Micaela Desmaisières y López de Dicastillo) intendeva, infatti, salvare ragazze e donne prostitute. Poi, le fragilità e le criticità, da noi sostenute, si sono differenziate negli anni.

In Comunità quante religiose erano presenti?
Fino a poco tempo fa, eravamo 3 consorelle. Purtroppo, come in tante altre realtà congregazionali, si sente la mancanza delle vocazioni, per cui, a livello di Superiori generali, si sta realizzando, anche del nostro Istituto, una riorganizzazione strutturale. Diciamo che è necessario “potare”. Ora è toccato a noi.

“Comunità Irene” chiude o passa ad altra mano?
Cessa definitivamente. Questa decisione è frutto di un lavoro di discernimento e di una ricerca nel quale ci ha accompagnato una persona esterna. Alla fine abbiamo deciso di chiudere i battenti, ma – considerato che la struttura è accreditata presso la Regione Lombardia – di presentare alla Fondazione Restelli un’altra realtà che vivesse i nostri stessi ideali e valori. Si è scelta “Mondo comunità e famiglia” (Mcf). La Fondazione ha accettato, anche grazie alla stima che abbiamo maturato in questi anni.

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