Nativa del quartiere milanese di Porta Volta, terziaria francescana, laica dell’Istituto Secolare Piccola Famiglia Francescana

di Emilia FLOCCHINI

F_Ven_Antonietta_Lesino
Antonietta Lesino

Tra i Decreti della Congregazione delle Cause dei Santi di cui papa Francesco, lo scorso 22 maggio, ha autorizzato la promulgazione, c’è quello per una nuova Venerabile di origine ambrosiana, Antonietta Lesino.

Nata a Milano l’11 ottobre 1897 da Enrico Lesino e Zelmira Gerosa, fu battezzata nella chiesa di Santa Maria Incoronata sei giorni dopo la nascita, coi nomi di Antonia Emma. Ricevette la Cresima il 15 giugno 1905 a San Simpliciano, il cui parroco, monsignor Giuseppe Del Torchio, divenne la sua prima guida nella fede.

Trascorse la giovinezza assistendo la madre, di salute malferma, e lavorando come operaia presso una industria tessile in via Moscova, non lontano dalla chiesa di Sant’Angelo dei Frati Minori. Frequentandola si affidò, nel 1925, a un nuovo confessore, padre Arcangelo Mazzotti, eletto nel 1931 vescovo di Sassari.

A lui subentrò il fratello padre Ireneo Mazzotti (attualmente Servo di Dio), grazie al quale Antonietta conobbe la Piccola Famiglia Francescana, nata dall’intuizione marcatamente contemplativa della giovane insegnante Vincenza Stroppa, poi riconosciuta come Istituto Secolare. Anche lei ne entrò a far parte, emettendo i voti il 26 dicembre 1932.

Rimasta sola dopo la morte della madre e già propensa alla vita claustrale, nel 1943 chiese di essere accolta tra le Clarisse di Trevi in Umbria, assumendo il nome di suor Chiara Giuseppina del Bambino Gesù. Si dedicò con umiltà al compito di questuante fino al 1950, anno in cui venne ricoverata presso l’Ospedale Maggiore di Milano per accertamenti clinici a causa di una malattia, inizialmente ritenuta infettiva. Consigliata da padre Ireneo e dalla badessa delle Clarisse, restò a Milano per curarsi e non rientrò in monastero.

Andò poi a vivere a Ome in Franciacorta, per avviare il Cenacolo Francescano “Maria Assunta”, una casa per ritiri ed Esercizi spirituali. Antonietta non era apprezzata solo dalle Sorelle della Piccola Famiglia Francescana: abile infermiera, visitava i malati di Ome con competenza e carità. Il 24 febbraio 1962, mentre si trovava a Brescia per sistemare l’appartamento della Segretaria Centrale dell’Istituto, fu investita in pieno da un’auto in sorpasso: morì sul colpo.

L’inchiesta diocesana della sua causa si svolse dal 25 giugno 1969 al 17 gennaio 1973 presso la diocesi di Brescia. La sua Positio super virtutibus è stata esaminata il 26 maggio 2020 dai Consultori Teologi e, il 18 maggio scorso, dai Cardinali e Vescovi della Congregazione delle Cause dei Santi.

 

 

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi