Il regista di «Tutti siete invitati» presenta la serata del 18 maggio in piazza Duomo: le letture della Genesi, Manzoni e San Paolo viste attraverso gli occhi di un bambino di 5 anni, filo conduttore dell’evento

di Veronica TODARO

Andrea Chiodi

Partire dalla Genesi per arrivare alla lettera di San Paolo ai Corinzi sulla carità. Tutto attraverso gli occhi di un bambino, un punto di vista autentico, interessante e semplice allo stesso tempo. È questa l’impostazione che Andrea Chiodi, regista di «Tutti siete invitati», ha dato al grande evento organizzato dalla Diocesi di Milano e dalla Caritas Ambrosiana, in scena domani sera in piazza Duomo, per celebrare la presenza della Chiesa a Expo Milano 2015 e per accogliere i delegati delle Caritas provenienti da 164 Paesi di tutto il mondo, che il giorno dopo celebreranno la loro assemblea generale.

Un evento che si accinge a bissare il successo della grande serata di musica, teatro, arte, fede, e preghiera voluta dal cardinale Angelo Scola l’8 maggio 2014, quando piazza Duomo si gremì di migliaia di persone (si parla addirittura di 40 mila presenze). Regista già allora, Chiodi – specializzato nella direzione di sacre rappresentazioni outdoor e in spazi non convenzionali – aveva dato la sua impronta anche in quell’occasione. «Sono molto grato del fatto che mi abbiano proposto anche questo spettacolo, nel “delirio” di Expo, in una delle piazze più guardate del mondo, Milano – sottolinea -. Per chi fa questo mestiere è un’occasione bellissima».

«Tutti siete invitati» parte dall’idea di porre sì come fulcro il tema dell’Esposizione universale, «Nutrire il pianeta. Energia per la vita», ma parlando di cibo dell’anima. «Da qui la costruzione della serata – spiega Chiodi -, per dare un senso a tutto questo “chiacchierare di cibo”, per mettere in luce cosa nutre veramente l’anima, ponendo al centro il tema dell’Eucarestia». L’obiettivo è quello di condividere, insieme al cardinale Scola e a molti protagonisti del mondo dello spettacolo, il significato profondo che il messaggio di Expo rappresenta per la vita e per la fede.

La serata si aprirà con un’immagine inconsueta: tra i tanti ospiti famosi che prenderanno parte all’evento, sarà infatti un bambino a dare il via allo spettacolo. Continua il regista: «I brani della Genesi, i testi di Alessandro Manzoni e Luca Doninelli, la musica e le parole verranno trattate come se fossero viste e ascoltate da un bambino di 5 anni, che apre un grande libro per raccontare la carità nel modo che a lui sembra più facile, attraverso la storia di Marcellino Pane e Vino». Il riferimento in particolare è alla scena in cui Marcellino trova in soffitta un crocifisso abbandonato: vedendo Gesù magro sulla croce, il piccolo immagina che abbia fame e decide di portargli da mangiare e da bere. Ma nella fretta trova solo pane e vino. A quel punto il crocifisso si anima per ricevere il pasto offerto e rivolge la parola al bambino: «Se si dona con il cuore hai donato davvero».

La serata poi proseguirà con due voci femminili, quelle di Piera Degli Esposti e di Elisabetta Pozzi. «Due grandi donne – sottolinea Chiodi -, come due grandi madri che raccontano delle storie, per poi arrivare, tra testi e musiche, alla conclusione con l’inno alla carità di San Paolo». Il tema trattato è delicato e complesso, ma Chiodi è sicuro che la risposta del pubblico, così come l’anno scorso, non si farà attendere: «La gente è capace di ascoltare in silenzio questi grandi testi perché ha voglia di riscoprire. Il desiderio è che il messaggio arrivi a tutti, che sia forte e straordinario. È proprio dall’educazione al bello e al grande che si può ripartire. La sfida è quella non di accontentarsi di fare del semplice intrattenimento, quindi, ma di portare testi importanti in piazza, così come in televisione, secondo il desiderio dell’Arcivescovo, attraverso la qualità e soprattutto a servizio di tutti».

 

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