Un’iniziativa già in atto a Rho e Triuggio, rivolta a preti e diaconi per condividere in modo comunitario la preparazione alla celebrazione del giorno di festa

di Luisa BOVE

don Alberto Lolli

«Aspettiamo domenica» è l’iniziativa nata in Avvento – ma potrebbe continuare anche dopo Natale – rivolta a preti e diaconi e che si svolge al Centro pastorale ambrosiano di Seveso ogni venerdì mattina. «L’idea di condividere la preparazione alla domenica – spiega il direttore don Alberto Lolli – è nata durante il momento di confronto mensile tra i preti che costituiscono la fraternità che vive a Seveso. Siamo otto preti e ciascuno ha il proprio ministero. Ci accomuna la stessa sollecitudine e lo stesso desiderio di servire il Signore. Purtroppo, spesso la vita ci travolge con i suoi ritmi e le sue corse. Così, anche noi che viviamo insieme, ci prepariamo personalmente alla domenica. Ci ha colpito la forza e l’insistenza con cui papa Francesco, nella Evangelii Gaudium, parla della preparazione dell’omelia: “Mi azzardo a chiedere che tutte le settimane si dedichi a questo compito un tempo personale e comunitario sufficientemente prolungato, anche se si dovesse dare meno tempo ad altri impegni, pur importanti” (EG145)».

Quindi cosa avete pensato?
Quel «tempo comunitario» è spesso disatteso; ciascuno lo fa sempre per proprio conto. Allora è necessario fermarsi e capire che, come abbiamo specificato sul manifesto, domenica non è un giorno qualsiasi, è «il giorno». Quello da aspettare insieme. Dunque, aspettiamo domenica, ben coscienti che la qualità della nostra attesa racconti la qualità di ciò che siamo. Aspettiamo domenica, perché ci sembra urgente riscoprire il valore indispensabile di questo giorno per vivere ogni giorno da cristiani e, tanto più, da preti. Aspettiamo la domenica per diventare assemblea e non sentirci singoli individui e, nello stesso tempo, per credere che il nostro stare insieme ci trasforma, per la forza dello Spirito Santo, in Corpo di Cristo. Dunque anche a Seveso, come già nelle altre case diocesane (Rho, ogni venerdì alle 11.30; Triuggio, ogni martedì alle 10.30), proponiamo di ritrovarci comunitariamente per aspettare domenica nella fede.

E come è organizzata?
Il momento è molto semplice: cominciamo alle 11.30 con la recita dell’Ora media; quindi, un prete della nostra fraternità propone una breve riflessione sulle letture; poi, condividiamo le riflessioni che ciascuno ha fatto personalmente nella settimana. Alle 13, per chi lo desidera, è possibile condividere il pasto prenotandosi entro giovedì mattina.

A chi è rivolta la proposta?
A chiunque lo desidera, preti e diaconi della nostra Diocesi. Oltremodo, al di là di queste ore passate insieme nell’ascolto della Parola, la nostra fraternità sacerdotale, in ogni momento dell’anno, è aperta a tutti i preti che volessero prendersi un momento di pausa. Il Centro pastorale ambrosiano offre la possibilità di prolungare personalmente il tempo di preghiera, fraternità e riposo anche per più giorni.

Fraternità e preghiera è quindi un’esigenza dei preti ambrosiani?
In fondo, rappresentano le due dimensioni della domenica: la fraternità-sentirsi comunità e la preghiera-sentirsi comunità davanti a Dio, che ci trasforma nel Corpo di Cristo. Credo siano le due dimensioni di cui ogni uomo ha necessità. Siamo anzitutto noi ad avvertire questi bisogni e, nell’ascolto di tanti amici preti e diaconi, sappiamo che è l’esigenza di tanti che ci hanno avvicinato in questi giorni, manifestando interesse per l’iniziativa. Certo, non è facile cambiare abitudini, ma insieme vorremmo provare a farlo per dare qualità alla nostra fede e alla nostra predicazione.

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