Alla vigilia della Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, in Duomo l’Arcivescovoha presieduto la Professione perpetua di Fratel Massimiliano Adami

di Simona BRAMBILLA

Professione perpetua Fratel Massimiliano Adami

«Caro Massimiliano, la chiesa di Ambrogio e Carlo è oggi piena di gioia per questo tuo significativo impegno. Dopo anni di riflessione, di preghiera, di disponibilità al carisma specifico degli Oblati, tu emetti oggi la tua professione perpetua cioè ti impegni pubblicamente a vivere fino al compimento della tua esistenza terrena secondo i preziosi consigli evangelici di povertà, di castità e di obbedienza». Con queste parole è iniziata l’omelia che il cardinal Scola ha tenuto questo pomeriggio in Duomo durante la celebrazione eucaristica per la professione perpetua di Fratel Massimiliano Adami, ultimo frutto della famiglia degli Oblati diocesani. 
Massimiliano, dopo alcune esperienze pastorali presso Villa Cagnola a Gazzada e presso Villa Sacro Cuore a Triuggio, è approdato in Duomo come accolito, a servizio del culto divino e della vita liturgica e pastorale della Cattedrale. La professione solenne svoltasi oggi è il sigillo definitivo di un cammino di oblazione, cioè di offerta totale della propria vita al Signore e, attraverso l’obbedienza cordiale e pronta all’Arcivescovo, di dedicazione piena alla Chiesa ambrosiana.
«Non possiamo non sottolineare la radicalità di questa scelta, soprattutto in un mondo come quello presente in cui è molto difficile che nei diversi istanti di vita l’amore possa toccare il suo vertice tanto questo amore è ferito, infangato, abbassato ai suoi livelli meno espressivi di quell’essere ad immagine di Dio», ha proseguito il cardinal Scola facendo riferimento all’importanza della scelta compiuta da Fratel Adami, scelta che ha un significato profondo, rintracciabile, ha detto l’Arcivescovo, in prima istanza nel Vangelo. «La liturgia di oggi ci aiuta ad entrare nel significato della scelta di Massimiliano che assume importanza per  tutti noi. Il Vangelo secondo Giovanni recita: non voi avete scelto me ma io ho scelto voi – ha spiegato il cardinal Scola -. Questa affermazione ci mette di fronte a uno dei più gravi punti di dimenticanza nella nostra vita e nella nostra esperienza di amore: poco riflettiamo sul fatto che le cose più importanti della vita, non le abbiamo scelte noi, non nascono da una nostra scelta, ma le abbiamo ricevute. Questo Massimiliano è un punto su cui dovrai continuamente ritornare più e più volte. Ci sentiamo spesso i padroni della vita, ma non è così». L’omelia dell’Arcivescovo è poi proseguita approfondendo proprio il tema dell’amore, la base della professione perpetua. «L’amore a cui sei chiamato ha una forte intensità di componente affettiva molto diversamente da ciò che spesso si è portati a pensare quando si dice che i consacrati sarebbero incapaci di capire cos’è l’amore perché rinunciano al matrimonio. Al contrario, essi sono insieme agli sposi, aiutati a vivere il rapporto con il Signore secondo un’intensità radicale, con una partecipazione totale, con una effettiva passione. Ma questo ancora da solo non basterebbe perchè  questo amore incomincia dall’essere percossi dall’amore di Gesù e continua nella partecipazione effettiva appassionata. La nostra persona deve uscire da se per andare incontro al bene dell’atro. Questo è il senso della tua professione perpetua, della giornata di oggi, del tuo essere preso al servizio». 
Dopo l’intensa omelia tenuta dal cardinal Scola, Fratel Adami è stato interrogato circa la libertà e definitiva accettazione degli impegni legati alla professione perpetua: la consacrazione totale al Signore, l’abbraccio di una vita casta, obbediente e povera, la dedizione totale al servizio del popolo di Dio. Dopo una lunga prostrazione davanti all’altare di Fratel Massimiliano mentre venivano recitate le litanie dei santi, lui stesso, davanti all’Arcivescovo, ha letto la formula di professione e si è poi recato all’altare per siglare con la propria firma l’impegno assunto. Il Cardinal Scola ha in seguito pronunciato la benedizione del neoprofesso e benedetto il crocefisso che ha personalmente consegnato a Massimiliano quale segno della sua consacrazione.
Fratel Massimiliano Adami, era commosso e visibilmente emozionato durante l’intero rito: «Sto provando una grandissima emozione – ha detto -, sono felice, continuerò per tutta la mia vita a svolgere le mie azioni di servo del Signore».

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