È il dato che balza all’occhio passando in rassegna i “numeri” della comunità. Il rettore Di Tolve: «Un dono grande, segno dell’amore di Gesù per la sua Chiesa»

di Ylenia SPINELLI

Seminario Venegono

Con l’iniziativa “Accompagna un amico in Seminario”, che sabato 17 settembre ha visto la partecipazione di oltre seicento ragazzi provenienti da ogni angolo della Diocesi, la comunità di Venegono ha ricominciato ufficialmente il suo cammino. La tradizionale iniziativa ha infatti lo scopo di aprire le porte del Seminario in particolare ai giovani delle comunità di provenienza dei novelli seminaristi, così da far conoscere gli ambienti e le persone con cui i loro amici inizieranno una nuova avventura, condividendo una giornata di fraternità, testimonianze vocazionali e preghiera.

Quest’anno sono entrati nella comunità del Biennio ben 29 seminaristi. «Un dono grande, che riceviamo come segno dell’amore di Gesù per la sua Chiesa – tiene a sottolineare monsignor Michele Di Tolve, rettore del Seminario -. Ci prepariamo ad accogliere questi giovani con molta gioia e responsabilità, sono preziosi agli occhi della loro famiglia, del Signore e di tutta la Chiesa. Noi educatori, che abbiamo il privilegio di poterli accompagnare, chiediamo la preghiera di tutta la Chiesa per poter camminare davanti a loro, come guide e sostegno ai loro passi».

Nel complesso, quest’anno la comunità seminaristica sarà così formata: 9 seminaristi al Corso propedeutico alla Teologia, 23 seminaristi in prima Teologia, 20 in seconda Teologia, 26 in terza Teologia, 15 in quarta Teologia, 24 in quinta Teologia, 10 in sesta Teologia, che verranno ordinati sacerdoti il prossimo 10 giugno, più 4 in tirocinio pastorale. Per un totale di 131 seminaristi diocesani.

A questi vanno aggiunti i 6 ragazzi della scuola secondaria di secondo grado, che il 21 settembre hanno dato avvio alla prima Comunità seminaristica adolescenti a Parabiago. «Questa proposta è davvero un segno di speranza in cui il nostro Arcivescovo ha sempre creduto e che ora ha iniziato a prendere forma – afferma Di Tolve -. Speriamo che tanti altri adolescenti sappiano raccogliere la bella provocazione di questi loro coetanei».

 

 

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