Redazione

Dopo la Messa con il Cardinale Tettamanzi i giovani milanesi hanno raggiunto la piana di Montorso dove hanno cantato in attesa del Papa

di Alessandro Basilico

Le mille strade della fede di cui parla “Emmanuel”, divenuto dopo Tor Vergata il vero e proprio inno dei giovani italiani, stavolta non portano a Roma, ma a Loreto. La strada dei milanesi, in particolare, ha avuto una tappa importante ad Ancona. Dopo la cerimonia di gemellaggio di venerdì 31 agosto i ragazzi della nostra diocesi hanno potuto incontrare nuovamente il cardinale Tettamanzi . Il nostro arcivescovo ha celebrato nel duomo anconetano una Messa alla quale sono stati invitati in particolare i 300 ragazzi che erano alloggiati nei padiglioni della fiera. L’omelia è stata tenuta da mons. Virgil Bercea, vescovo greco cattolico di Oradea (Romania) . Sua eccellenza ha offerto ai ragazzi, tra cui molti seminaristi provenienti da Seveso, una straordinaria testimonianza, raccontando della difficoltà di vivere la fede in un paese post-comunista: “Quando Stalin invase la Romania c’erano dodici vescovi: sono stati tutti arrestati e torturati e più di metà è morta tra atroci sofferenze. Ho dovuto frequentare il seminario, essere ordinato e svolgere il mio ministero clandestinamente. Ai miei stessi genitori ho rivelato di essere prete solo dopo la caduta del muro di Berlino”. Dopo la celebrazione il cardinale Tettamanzi si è concesso sorridente ai ragazzi che gli chiedevano una fotografia insieme e ha dato loro appuntamento per il pomeriggio. La Messa mattutina con l’arcivescovo milanese ha infatti costituito la tappa iniziale del cammino che ha portato i giovani, alcuni dei quali arrivavano dalla Lombardia in bicicletta, a raggiungere Loreto.

L’Agorà dei giovani italiani è cominciata nel primo pomeriggio. Mentre a Montorso, nella grande conca erbosa posta suggestivamente tra il mare e il santuario della Santa casa, affluivano rivoli di giovani da ogni parte d’Italia riempiendola a poco a poco, sul palco risuonavano già le note delle canzoni. Alcune di esse erano già indelebilmente iscritte nel cuore dei giovani, come gli inni della Giornata mondiale della gioventù di Roma “Emmanuel” e di quella di Colonia “Venimus adorare Eum”; altre erano nuove, composte per l’occasione, come l’inno del triennio dell’Agorà “Luce di verità” e poi “Festa di sguardi (è l’Agorà)” e “Non c’è fallimento”. Un saluto particolare è stato quello del vescovo di Sydney mons. Fisher , che ha invitato gli italiani a parteciapre numerosi alla giornata mondiale della gioventù che si terrà fra un anno in Australia. Ogni regione ecclesiastica d’Italia ha avuto il suo spazio per presentare qualcosa agli amici delle altre città: chi una canzone, chi un pezzo recitato, chi una testimonianza. In rappresentanza della Lombardia sul palco c’erano i giovani della diocesi di Bergamo, che hanno offerto un brioso momento di saluto, coinvolgendo in abbracci e strette di mano tutta la piana. Una piana che a poco a poco si andava riempiendo di tantissimi pellegrini, un numero più alto delle aspettative (il che ha creato inizialmente qualche inconveniente per il numero esiguo dei bagni, problema comunque risolto prontamente dall’organizzazione) dovuto al fatto che moltissimi si sono iscritti singolarmente via internet all’ultimo momento. Qualche avvoltoio della stampa era già pronto a salutare il fallimento di questo grande raduno, almeno sotto il profilo del numero dei partecipanti, ma sarà rimasto deluso quando alle 17, poco prima dell’arrivo del Papa, il colpo d’occhio dall’alto mostrava una piana strapiena.

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