Creato nel 1947 da padre Werenfried van Straaten (noto come “padre Lardo”), l’Aiuto alla Chiesa che soffre si è distinto in particolare nell’assistenza ai credenti oltre la cortina di ferro

padre Werenfried van Straaten

«Aiuto alla Chiesa che soffre arriva nei Paesi dove Gesù muore sui Calvari del nostro tempo. Attraverso quest’Opera siete in grado di alleviare la sua Via Crucis come fecero Veronica e Simone di Cirene, e di stare ai piedi della Croce come Maria e Giovanni». Così il suo fondatore descriveva la missione di Acs: un’opera pastorale per il soccorso, l’aiuto e il sostegno concreto della Chiesa ovunque la mancanza di mezzi economici o la violazione della libertà religiosa ne rendano difficile o impossibile la missione evangelizzatrice.

È il 1947 quando padre Werenfried van Straaten, allora trentaquattrenne, incomincia a persuadere i belgi ad aiutare i 16 milioni di sfollati tedeschi – 6 dei quali cattolici – espulsi dall’Europa orientale dopo la ridefinizione dei confini tedeschi. L’Europa è fortemente provata dal secondo conflitto mondiale, ma il grande carisma del monaco olandese riesce a convincere belgi e olandesi a sostenere i «nemici di ieri». Le disponibilità economiche sono poche e, bussando in ogni casa con il suo storico «cappello da mendicante», il sacerdote riceve per lo più viveri, vestiario e tantissimo lardo. Ne raccoglie diverse tonnellate, tanto da meritarsi l’ormai famoso soprannome di «padre Lardo».

L’anno successivo nasce il programma di sostegno ai tanti «preti con lo zaino», che fornisce motociclette e autovetture a oltre 3 mila sacerdoti, facilitando enormemente il servizio pastorale tra i profughi. Con lo stesso spirito, nel 1950, viene lanciata l’azione delle «Cappelle-volanti», cioè pullman trasformati in cappelle su ruote per raggiungere anche le più remote comunità di fedeli. In quegli anni Acs realizza numerose iniziative, in particolare oltre la cortina di ferro dove, grazie a L’Eco dell’Amore, il bollettino dell’opera oggi tradotto in 7 lingue, la «Chiesa del silenzio» riesce a trovare voce. Nel decennio successivo, su esortazione di Giovanni XXIII, padre Werenfried inizia a dedicarsi anche ad America Latina, Asia e Africa.

Nel 1979 nasce uno dei simboli di Acs: la Kinderbibel, ovvero «Bibbia del fanciullo». Donato per la prima volta ai vescovi dell’America Latina, il libro illustrato ha ormai raggiunto una tiratura di quasi 50 milioni di copie ed è stato pubblicato in 166 lingue. Nel 1984 Acs è riconosciuta dalla Santa Sede come «Associazione pubblica universale di diritto pontificio» e negli anni Novanta nascono i «progetti ecumenici» a sostegno della Chiesa ortodossa in Russia.

Nonostante la perdita del proprio fondatore nel 2003, Acs continua la sua missione con 16 segretariati nazionali, quello internazionale a Königstein in Germania e la sede polacca, mentre si intensificano le azioni in favore dei cristiani che vivono nei Paesi a maggioranza islamica. Ogni anno il Segretariato internazionale riceve circa 10 mila richieste di sostegno provenienti da vescovi, sacerdoti, religiosi e laici di tutto il mondo, due terzi delle quali vengono approvate. Le aree d’intervento sono diverse: formazione di seminaristi e novizie; costruzione di chiese, seminari e conventi; borse di studio per sacerdoti e suore; aiuti a radio e tv d’ispirazione cattolica; fornitura di mezzi di trasporto per la pastorale; sostentamento delle suore e sostegno ai monasteri di clausura; intenzioni di sante Messe per i sacerdoti bisognosi; pastorale familiare; diffusione di testi religiosi, bibbie e catechismi.

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