Sono state più di 2 mila le persone che hanno partecipato alle otto serate organizzate nelle città della Diocesi per preparare il VII Incontro

di Cristina CONTI

Don Luca Violoni

Un grandissimo interesse e tanta voglia di mettersi in gioco. Sono state oltre 2 mila le persone che hanno partecipato alle serate organizzate dalla Fondazione Milano Famiglie 2012 per preparare il VII Incontro mondiale della famiglie che si terrà a Milano dal 30 maggio al 3 giugno alla presenza di papa Benedetto XVI. «Le persone vogliono sapere quali sono i requisiti richiesti e sono disponibili ad attivarsi perché hanno capito che la posta in gioco è molto alta. La famiglia, infatti, è un tema che riguarda la società civile», spiega don Luca Violoni, segretario generale della Fondazione.

Una presenza che a volte ha superato persino le attese, come a Busto Arsizio, dove è stato necessario spostarsi in chiesa per contenere tutti i 500 partecipanti all’incontro. Cento parrocchie hanno dato la propria disponibilità ad aprire oratori, palestre, sale cinematografiche, centri di accoglienza. Alcune hanno anche già individuato le strutture che potranno essere dedicate all’ospitalità dei pellegrini nei giorni del raduno internazionale.

«Durante gli incontri con le famiglie abbiamo spiegato come con un po’ di creatività sia possibile accogliere, anche senza avere grandi spazi. Le persone che hanno partecipato hanno dimostrato tanta voglia di fare: molti sono stati anche coloro che hanno proposto incontri ad hoc anche nella propria comunità», aggiunge don Violoni.

Tra le parrocchie che si sono già attivate ci sono quelle del Buon Pastore, San Vincenzo e Santissimo Salvatore a Cormano: qui sono già stati garantiti 280 posti letto nella sala cinematografica e nelle due palestre. Saranno, inoltre, 70 le famiglie che hanno già dato la loro disponibilità. A Baggio, invece, i parroci hanno deciso di organizzare una convivenza in oratorio per i giovani nei giorni del Family 2012. In questo modo, mentre i ragazzi faranno un’esperienza di vita comunitaria, i genitori potranno accogliere con più facilità i pellegrini nelle proprie case.

«La cosa più importante è vincere la paura. Se dovessimo guardare al calendario civile non riusciremmo a individuare nessun momento buono per ospitare qualcuno in casa», precisa don Violoni. In inverno ci sono le feste di Natale, a giugno finiscono le scuole, a luglio iniziano le vacanze. «La decisione di accogliere e di partecipare viene innanzitutto dal cuore. Solo così possono risolversi i problemi organizzativi e quelli di spazio», sottolinea don Violoni.

Molte le domande, anche di ordine pratico, poste durante gli incontri: da come accogliere i pellegrini a come prendere parte all’evento. «Ora stanno arrivando adesioni dalle parrocchie. Entro la Festa della Famiglia si lanceranno programmi specifici. Questo sarà, dunque, un mese decisivo per mettere in moto la macchina organizzativa dell’evento», conclude don Violoni.

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