Sono 145 gli adolescenti, provenienti da tutta la diocesi, impegnati in un cammino di fede per crescere nella preghiera, nella condivisione e nel servizio

di Marta VALAGUSSA

Santa Caterina

Hai da cambiare?». Non è una frase sentita in un bar o per le strade di Milano. Si tratta del tema guida delle settimane formative per adolescenti, proposte dall’Azione cattolica ambrosiana. «Quest’anno vogliamo ragionare sul tema della Chiesa, su come metter mano alla nostra comunità e cambiarla per renderla migliore». Così Stefania Rotondi, responsabile diocesana adolescenti Ac descrive il percorso che i 14enni hanno appena concluso a Santa Caterina Valfurva (So). Infatti la settimana dedicata ai più giovani si è conclusa ieri. Ma altre due sono pronte a partire, dal 6 al 13 luglio e dal 13 al 20 luglio.

Sono 145 gli adolescenti provenienti da tutta la diocesi, che hanno deciso di dedicare qualche giorno delle vacanze a riflettere sul loro ruolo in questa Chiesa così eterogenea e interessante. «Sin dal primo giorno i ragazzi sono stimolati a chiedersi come collaborare attivamente nella Chiesa», racconta Stefania. «Emergono domande e dubbi che vogliamo risolvere insieme. La domenica rivolgiamo uno sguardo al passato, a diverse persone che hanno dato una testimonianza di vita cristiana forte». Qualche esempio?  Ernesto Olivero per la carità, santa Chiara per la preghiera, Edith Stein per la conoscenza, frère Roger per l’ecumenismo, don Pino Puglisi per la lotta contro la mafia e infine Alcide De Gasperi per l’impegno politico.

«Per fortuna però abbiamo anche testimoni dal vivo», dice Stefania. «Nelle tre settimane infatti vengono ospitati una famiglia attiva in oratorio e nella Caritas parrocchiale, una coppia di sposi che ha trascorso due anni in missione e Valentina Soncini, presidente diocesano di Azione cattolica». La giornata di lunedì è dedicata alla gita, mentre martedì viene chiesto agli adolescenti un salto di qualità. «Confrontiamo la Chiesa voluta da Gesù con quella che viviamo noi quotidianamente. Studiamo brani degli Atti degli Apostoli e le lettere di san Paolo per conoscere meglio le prime comunità cristiane. A questo punto tocca a noi fare un balzo in avanti e promuovere aspetti positivi della Chiesa, valorizzare tutto ciò che di buono e bello c’è già nelle nostre comunità», spiega Stefania.

La Chiesa però non si limita certo alla Diocesi di Milano. Il messaggio cristiano deve essere portato fino ai confini della terra. Ecco perché nella giornata di mercoledì i ragazzi sono invitati ad ampliare il loro sguardo con i ragazzi del Coe (Centro orientamento educativo), provenienti da tutto il mondo. «Grazie a un gioco di ruolo, da iniziare come singoli, ma risolvibile solo in gruppo, gli adolescenti capiscono concretamente che la vita cristiana vissuta in maniera isolata perde significato», chiarisce Stefania. Qui si inserisce anche un approfondimento sul senso dell’Azione cattolica all’interno della Chiesa diocesana: un cammino di fede per crescere nella preghiera, nella condivisione e nel servizio.

Le ultime due giornate, in particolare il deserto del giovedì e la veglia notturna di venerdì, sono l’occasione per riflettere sul proprio percorso di crescita e capire come mettere a frutto i talenti ricevuti. Ciascuno trova così una modalità di impegno o di servizio, da mettere in pratica una volta tornato a casa. Come dice papa Francesco: «Nessuno è inutile nella Chiesa, tutti siamo necessari. Nessuno è secondario, nessuno è anonimo. Se manca il mattone della nostra vita cristiana, manca qualcosa alla bellezza della Chiesa».

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