Gli Incontri di cultura e spiritualità promossi dal Biennio del Seminario quest’anno sul tema “Spizzichi e bocconi. Una dieta per l’anima”. Ne parla il curatore don Ermenegildo Conti

di Ylenia SPINELLI

“Spizzichi e bocconi. Una dieta per l’anima”. Un titolo insolito, che strizza l’occhio all’Expo, quello degli Incontri di cultura e spiritualità promossi dal Biennio del Seminario per riflettere su alcuni temi rilevanti dell’universo giovanile. Il nuovo ciclo di appuntamenti, che prenderà avvio giovedì 13 febbraio presso il Centro Pastorale Ambrosiano di Seveso, sarà come sempre curato da don Ermenegildo Conti.

Perché questo titolo?
Desideriamo stuzzicare quanti vogliono interrogarsi su alcuni modi di vivere il nostro rapporto con il cibo. È nella tradizione di questo tipo di incontri: ogni anno scegliamo un tema tratto dalle abitudini della nostra società, in particolare del mondo giovanile. Siamo convinti infatti che ogni esperienza abbia un risvolto su cui riflettere, un aspetto che possa nutrire la nostra umanità, un’occasione per iniziare una ricerca di carattere spirituale.

C’è un legame anche con la proposta pastorale “Il campo è il mondo”?
La Lettera pastorale del Cardinale è un invito a scoprire che ogni realtà umana è aperta al mistero di Dio e pronta ad accogliere la salvezza portata da Gesù. Per questo ci pare che la nostra iniziativa sia perfettamente in linea con il desiderio di mostrare come ogni ambito della vita umana sia luogo dell’incontro con Dio.

Oggi si dà tanta importanza al corpo. Ma l’uomo non è solo ciò che mangia…
Va di moda citare Feuerbach, ma la provocazione di questa frase rischia di nascondere il complesso processo di assimilazione che rivela la profonda trasformazione messa in atto dall’uomo quando si nutre. Se ciò vale da un punto di vista fisico, figuriamoci nei suoi significati più profondi! Inoltre l’uomo è certamente ciò che mangia, ma può decidere liberamente qual è il suo nutrimento. C’è anche un risvolto più teologico in questa riflessione: l’Eucarestia, il cibo predisposto da Dio per il suo popolo, prima di essere una scelta è un dono, che trasforma l’uomo rendendolo figlio di Dio e che costituisce la comunità cristiana come corpo di Cristo.

Qual è la “dieta” giusta per l’anima?
Probabilmente quella che risponde meglio alle esigenze di crescita complessiva di una persona: come non c’è una dieta che vale per tutti, allo stesso modo anche l’anima non può essere curata se non personalizzando le attenzioni e valorizzando le specificità del cammino che ciascuno sta compiendo.

Lei aprirà il primo incontro. Di che si parlerà?
Sarà un’occasione per riflettere anche sui programmi televisivi sul cibo che fanno parte del nostro oggi. Guardare intorno, osservare i fenomeni più vistosi e ricorrenti, lasciarsi interrogare su quanto, senza accorgerci, è entrato a far parte prepotentemente della nostra vita, può essere l’occasione per scoprire come viviamo il rapporto con il cibo e per interrogarci su come lo vorremmo.

Quali tematiche affronteranno gli incontri successivi?
Nel secondo incontro (20 febbraio) si parlerà del modo con cui le nostre dinamiche psicologiche condizionano il rapporto con il cibo, rendendolo in alcuni casi problematico e fonte di sofferenza: la professoressa Claudia Ciotti prenderà in considerazione soprattutto l’anoressia e la bulimia. Concluderà il 6 marzo don Tommaso Castiglioni, presentando la tematica così come trattata nella rivelazione cristiana, in alcuni brani biblici e soprattutto nel sacramento dell’Eucaristia: il luogo privilegiato in cui, per grazia, il rapporto di comunione con Dio accade mangiando la carne del Figlio.

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