Il nuovo Centro pastorale ospiterà iniziative di zone, decanati, associazioni e movimenti

di Luisa BOVE

don Alberto Lolli

Il nuovo Centro Pastorale Ambrosiano di Seveso diventa realtà. Il direttore, don Alberto Lolli, è già stato nominato ed è in carica da una settimana. Ora lo storico Seminario di Seveso cambierà la sua destinazione d’uso.

L’idea l’aveva lanciata l’Arcivescovo già nel maggio 2012, in occasione della Festa dei Fiori. «Il Seminario cesserà di essere tale per diventare Centro Pastorale Ambrosiano, ma non perderà la sua vocazione alla formazione – spiega don Lolli -. È espressione della premura della Chiesa, del desiderio di vicinanza alla fatica dell’uomo perché nessuno si senta solo nel “campo che è il mondo”, ma trovi a Seveso un’opportunità di fraternità, di riflessione, di crescita umana e spirituale». Il 15 settembre avverranno i passaggi tra il Seminario e la Diocesi, che gestirà la struttura attraverso il Centro Ambrosiano.

Intanto cosa succede?
Viviamo un tempo di entusiasmo e fermento per dare al Centro Pastorale Ambrosiano una precisa identità, che in seguito inaugureremo ufficialmente. Noi però siamo già aperti e le parrocchie, i movimenti e le associazioni possono chiamarci (tel. 0362.6471) o scrivere (alolli@diocesi.milano.it) per prenotare o chiedere informazioni. Come del resto sta già avvenendo.

Chi collaborerà alla progettazione?
Ci saranno due Vicari episcopali di settore (Evangelizzazione-sacramenti e Cultura-carità), il Vicario per la Formazione del clero, il preside dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose, il presidente dell’Azione Cattolica (o un suo delegato), ai quali io mi affiancherò. Naturalmente senza escludere i responsabili degli Uffici della Curia arcivescovile, grandemente interessati alla formazione delle persone che operano nei loro settori.

Che cosa diventerà questa storica sede?
La sede è espressione della Chiesa diocesana affinché, nel “campo che è il mondo”, chi lo desidera possa trovare un aiuto personale, una sinergia per costruire percorsi umani e spirituali, personali e comunitari, un luogo che sostenga l’attuazione delle indicazione che il Vescovo dona. Dunque il Centro Pastorale Ambrosiano ha anzitutto una vocazione laicale, ma nasce pensandosi da subito in dialogo con la formazione presbiterale e diaconale: vi convergeranno iniziative della Diocesi già lodevolmente sostenute in questi anni dalle Sdop (Scuole diocesane per operatori pastorali). Sarà aperto all’ospitalità per incontri di parrocchie, decanati e zone pastorali e offrirà percorsi specifici a sostegno dell’impegno prezioso di tanti laici.

Quali realtà tra quelle già presenti resteranno a Seveso?
Anzitutto l’Ismi (con i due incaricati: don Luciano Andriolo, rettore, e don Ivano Tagliabue, collaboratore), realtà molto importante, che cura la formazione dei nostri giovani presbiteri per i primi cinque anni. Seveso continuerà poi a essere la sede del Vicario episcopale di Zona (monsignor Patrizio Garascia). Sarà anche il luogo di residenza di don Enrico Parolari e don Emilio Gnani, figure di spicco dell’équipe diocesana di Consulenza psicologica. Infine, ma non da ultimo, al Centro Pastorale Diocesano sarà affidata l’animazione spirituale del Santuario intitolato a San Pietro martire (con la preziosa presenza di don Angelo Calloni). Insieme ci impegneremo a vivere una vera fraternità sacerdotale che insieme prega e che volentieri accoglie.

Vi risiederà anche la “comunità liceale” voluta dall’Arcivescovo?
Siamo in attesa che questo progetto trovi una sua concreta attuazione. Intanto il Centro è predisposto ad accogliere questa comunità. Il legame con il Seminario, infatti, rimane significativo, non solo per l’ambiente riservato nel futuro a questa comunità, ma anche come approdo per colloqui o esperienze di discernimento che già si attuavano e continueranno ad attuarsi. Saranno rinnovate iniziative di carattere vocazionale proposte sinora ai giovani in questo luogo.

In concreto Seveso che cosa offrirà alle parrocchie?
Oltre all’ospitalità in una struttura molto bella e adeguata, attraverso il Centro la Diocesi si prenderà cura dei percorsi formativi riguardanti specifiche figure di responsabilità pastorali (membri dei Consigli pastorali, catechisti/e, ministri straordinari della Comunione, animatori liturgici, operatori Caritas, operatori pastorale sanitaria, operatori di pastorale familiare, operatori culturali, educatori sportivi, ecc), mettendosi a disposizione per la loro progettualità e la realizzazione, anche qualora dovessero essere svolti in altri luoghi della Diocesi. Ciò avverrà in stretto dialogo con le parrocchie (ma anche con i decanati, le zone, le associazioni, i movimenti) e con gli Uffici diocesani.

La casa ospiterà iniziative diurne e residenziali?
Il Centro ha molte possibilità ricettive: si presta per giornate formative e spirituali (di fine settimana, ma anche infrasettimanali); offre ospitalità residenziali prolungate, oltre che per le consuete attività parrocchiali e decanali anche per esperienze come la vita comune di giovani; sarà crocevia di incontri in dialogo con tante realtà del territorio. Tutte le espressioni ecclesiali a Seveso mi auguro possano essere di casa.

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