In questo Avvento la Comunità San Paolo VI ha saputo integrare le nuove tecnologie nell'attività ordinaria, manifestando vicinanza ai fedeli in entrambe le modalità

di don Luca FOSSATI
Collaboratore Ufficio Comunicazioni Sociali

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Una delle sfide che si stanno affacciando nella vita delle nostre comunità è quella di trovare un sano equilibrio tra pastorale digitale e pastorale “tradizionale”. Durante questi mesi siamo stati costretti all’utilizzo di strumenti per noi meno usuali per proseguire nell’azione pastorale. Forse ora ne abbiamo fatto “indigestione” e sicuramente il desiderio di poter tornare quanto prima alla vita ordinaria nelle nostre parrocchie proietta il nostro pensiero e i nostri progetti sui futuri incontri in presenza. Uno dei maggiori guadagni del momento trascorso è però l’aver scoperto che esistono anche altre vie, altre modalità, per allargare i confini dell’annuncio evangelico. L’auspicio è che la pastorale digitale entri a far parte della pastorale ordinaria delle nostre comunità.

In quest’ottica è interessante osservare come la Comunità pastorale San Paolo VI di San Giuliano Milanese ha saputo integrare, in questo tempo di Avvento, proposte online con momenti in presenza, per quanto consentito dalle norme vigenti in questo periodo. All’interno del programma cittadino troviamo gesti semplici come il recapito dell’immaginetta, viene rinnovato l’invito a riscoprire il gusto della preghiera domestica, in particolare utilizzando il sussidio Ad occhi aperti, e sono offerti spunti di meditazione e preghiera su YouTube e altre piattaforme.

Entrando nello specifico delle proposte di pastorale digitale, troviamo per gli adulti il “percorso giallo”, ovvero uno spazio di ascolto dei testi biblici della liturgia domenicale guidato dai membri della diaconia, ogni venerdì alle 21 tramite Zoom, e dalle Discepole del Vangelo, ogni giovedì alle 21 su Google Meet. A questa proposta si affianca il commento quotidiano alla scrittura denominato “100 secondi di Parola”, curato da don Roberto Pagani e don Joseph Hill, sul canale YouTube 7ParrocchieSGM. Non si rinuncia infine a proporre, su piattaforma, anche una visita virtuale al Museo Diocesano Carlo Maria Martini, attraverso i percorsi di Arte e Fede, sostando davanti alle prime adorazioni di Duccio e Giotto fino alle opere di Rembrandt e Rubens osservando tutti i modi con cui i Magi e i Pastori sono giunti al cospetto del Bambino.

Ovviamente non manca, come in molte comunità, la trasmissione della Messa in streaming. Le persone «hanno bisogno di sentire la vicinanza della comunità e dei suoi pastori – dice don Luca Violoni, Responsabile della Comunità pastorale –, pertanto abbiamo voluto dare un segnale di vicinanza». Anche chi non partecipa alle proposte sa che la comunità cristiana c’è, è presente, non assume un atteggiamento rinunciatario di chi dice “rimandiamo tutto”.

Uno di questi segnali di presenza, che forse potrà sembrare strano citare tra le proposte di pastorale digitale, è quello dell’“Ora X del 22 dicembre” alle 21, momento nel quale le campane di tutte le chiese suoneranno a festa e le famiglie saranno invitate a riunirsi in preghiera e a esporre una candela accesa alla finestra. Se ci pensiamo bene, il suono delle campane è stato quello strumento di comunicazione che nei secoli ha permesso di trasmettere gioia e tristezza, avvisare del pericolo o festeggiare per la fine di una tribolazione, convocare alla celebrazione e congedare l’assemblea. Uno strumento forse antico, ma che simboleggia il desiderio di raggiungere ognuno laddove si trova, in casa o per strada, con un annuncio e un invito. Dai nuovi campanili dei social e del web, col rintocco delle notifiche sugli smartphone, ci auguriamo di poter continuare l’opera di annuncio del Vangelo con rinnovato slancio e sano equilibrio.

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