L’Arcivescovo di Manila incontrerà in Duomo al mattino i preti e i diaconi permanenti, la sera i laici (diretta dalle 21 su Telenova 2 e Chiesadimilano.it). L’invito di Scola a effettuare personalmente offerte a favore delle Filippine: suggerita la decima di una retribuzione mensile

di Luisa BOVE

Luis Antonio Gokim Tagle

La Diocesi di Milano continua la sua riflessione sul tema dell’evangelizzazione a partire dalla sollecitazione venuta dalla Lettera pastorale Il campo è il mondo dell’arcivescovo Angelo Scola. La scelta, fin dall’inizio, è stata quella di guardare ad altre esperienze di Chiesa vissute all’interno di grandi metropoli. Di qui l’idea di invitare rispettivamente gli Arcivescovi di Vienna e di Manila. Dopo aver ascoltato in dicembre la testimonianza del cardinale Christoph Schönborn, fra qualche settimana sarà la volta del cardinale Luis Tagle.

Mercoledì 26 febbraio dalle 9.30 alle 12 l’arcivescovo filippino incontrerà in Duomo i preti e i diaconi permanenti: la prima parte della mattinata sarà dedicata alla presentazione della Chiesa di Manila dal punto di vista storico e numerico e delle scelte pastorali. Quindi la parola passerà al cardinale Tagle, che racconterà la sua esperienza di Vescovo e le sfide che sta affrontando.

Di fronte a un Occidente in crisi, dal punto di vista economico, morale e culturale, che cos’ha da dire e da insegnare la Chiesa filippina? Quali strade si possono percorrere per tornare a evangelizzare un mondo ripiegato su stesso e comunità spesso stanche e rassegnate? Come affrontare le nuove sfide di oggi? Come coinvolgere i cristiani e quale identità va ripensata per i preti? Quale il ruolo degli ordini religiosi, delle associazioni, gruppi e movimenti? Quale volto devono assumere oggi le parrocchie e quale immagine del popolo di Dio? Gli aspetti su cui riflettere sono tanti e tutti molto impegnativi: per questo, al termine della riflessione e dopo un breve stacco musicale, preti e diaconi potranno rivolgere al cardinale Tagle ulteriori domande a completamento del suo intervento.

In questa occasione il cardinale Scola invita personalmente sacerdoti e laici a esprimere un segno concreto di solidarietà con la Chiesa filippina, attraverso una raccolta di offerte che verrà consegnata al cardinale Tagle. L’Arcivescovo ha suggerito indicativamente la decima di una retribuzione mensile.

La sera del 26 febbraio, dalle 21 alle 22.45, sempre in Duomo (diretta su Telenova 2 e www.chiesadimilano.it, ampio resoconto su Radio Marconi giovedì 27 alle 19), i temi verranno riproposti dall’Arcivescovo di Manila anche ai laici ambrosiani, ai membri dei consigli pastorali e a tutti i fedeli impegnati nelle diverse realtà ecclesiali. Anche a loro verrà presentata la Chiesa delle Filippine, mentre un intervistatore (che avrà ascoltato la riflessione del mattino) rivolgerà domande al Cardinale. Inutile dire quanto il confronto tra Chiese, pur molto differenti, ma impegnate nell’evangelizzazione di grandi metropoli, sia davvero una ricchezza per entrambe.

Non si può inoltre dimenticare la tragedia che ha colpito le Filippine nel novembre scorso, quando il tifone Haiyan ha portato morte e distruzione nel Paese. Per questo il cardinale Scola, annunciando l’incontro con l’arcivescovo di Manila, ha lanciato anche un appello ai preti e ai laici della Diocesi chiedendo di donare la “decima” del loro stipendio alla popolazione filippina come gesto di solidarietà. Un invito, ne è certo, che non andrà deluso.

La visita del cardinale Tagle a Milano prevede un’altra tappa significativa: domenica 23 febbraio, alle 11, infatti, l’arcivescovo di Manila presiederà la celebrazione eucaristica in Duomo con le comunità filippine presenti in Diocesi. «Per loro questa visita rappresenta un tuffo nella madrepatria, alla quale sono molto affezionati – dice don Giancarlo Quadri, responsabile della Pastorale dei migranti -. Considerano l’incontro con Tagle come un premio e quando hanno saputo del suo arrivo hanno accolto la notizia con entusiasmo, applausi e sorrisi». Don Quadri è sicuro che i filippini parteciperanno in massa alla celebrazione in cattedrale e forse sarà necessario transennare la piazza… Ma quanti sono i filippini in Diocesi? «Dalle statistiche del Comune – dice il sacerdote – nella città di Milano risultano 48 mila filippini (considerando solo gli iscritti all’anagrafe), ma quelli presenti nel capoluogo lombardo saranno tra i 55 e i 60 mila. Se poi si considera l’intero territorio della Diocesi, il numero sale fino a 70 mila».

«Il forte legame che mantengono con le loro tradizioni, il loro popolo, il loro modo di vivere – ammette responsabile dei migranti – rende più difficile l’integrazione». Tuttavia danno una grande testimonianza alle nostre comunità cristiane e al nostro mondo occidentale: «Ci presentano valori ancora vivi nel comportamento, nella preghiera, nel modo di celebrare, cantare, stare insieme… Insomma, sono di esempio per la nostra Chiesa milanese».

«A gennaio è stata presentata una ricerca sui minori di famiglie straniere negli oratori, e purtroppo i filippini sono agli ultimi posti – continua Quadri -. Eppure, quando i Padri organizzano qualcosa per i ragazzi e i giovani, ne arrivano centinaia. C’è comunque da chiedersi cosa avverrà nel momento in cui l’integrazione sarà un dato di fatto, in particolare con le seconde generazioni». E conclude: «La comunità filippina offre un panorama molto positivo, carico di tensione religiosa, di attaccamento alle radici e ai valori. Quello che stupisce è vedere che anche i ragazzi di seconda generazione sono ancora molto legati alle tradizioni, nonostante vivano in una società molto diversa dalla loro».

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi