Il cardinale Scola ha guidato la dioesi toscana dal 1991 al 1995 lasciando un segno profondo, anche nel contesto civile e culturale

Angelo Scola a Grosseto

Il cardinale Angelo Scola ha vissuto la sua prima esperienza pastorale in Toscana, quale vescovo di Grosseto dal 1991 al 1995. In questa diocesi egli ha lasciato un segno profondo, anche nel contesto civile e culturale. Fin dal suo primo messaggio egli si è mosso a partire da un’unica, grande certezza: «Siamo stati messi insieme dallo Spirito Santo per vivere di Gesù che è morto e risorto per noi!». E questo «per noi» è stato sempre anche «per tutti», per un’esperienza dove poter verificare la verità della sua promessa: «Sarete liberi davvero» (Gv 8, 36), titolo non casuale della prima Lettera pastorale. Le stesse parole che 20 anni dopo dirà anche ai giovani ambrosiani alla Gmg di Madrid. Il suo annuncio instancabile della bellezza e grandezza della vita cristiana, rivolto a chiunque, anche non credente, ha indotto molte persone a scoprire per la prima volta il fascino dell’appartenenza a Cristo e alla sua Chiesa. Questo fascino ha raggiunto in modo particolare un numero sempre maggiore di giovani. La Messa con loro, all’inizio nella piccola chiesa di San Pietro, dovrà poi essere celebrata in una Cattedrale sempre più gremita. Da quel fermento di fede nascerà anche il "Gruppo di verifica", dove sono maturate tante vocazioni religiose e sacerdotali, fino a poter riaprire (dopo 23 anni) il Seminario diocesano.

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