L’Arcivescovo guiderà il pellegrinaggio. «Si imparerà Cristo a partire dalla conoscenza dei luoghi che lui ha percorso e dall’incontro con le persone che lì vivono», anticipa don Massimo Pavanello. In allegato il programma, iscrizioni entro fine settembre

di Massimo PAVANELLO
Responsabile Servizio per la Pastorale del turismo

gerusalemme

«La possibilità di riconoscere Gesù risorto è anzitutto una questione di “conoscenza amorosa”», ha ricordato il cardinale Angelo Scola nell’omelia del giorno di Pasqua. Questo stile «affettivo» connoterà anche il pellegrinaggio diocesano che l’Arcivescovo di Milano guiderà in Terra Santa dal 27 dicembre 2014 al 3 gennaio 2015. In quella occasione si imparerà Cristo a partire dalla conoscenza dei luoghi che lui ha percorso, ma sommamente dall’incontro con le persone che lì vivono, mettendo a fattore comune quella fraternità proveniente da un esplicito mandato evangelico.

«Benedici il tuo popolo dalla tua dimora» (Dt 26, 5)

Visitare la «Casa» di Gesù è sempre motivo di benedizione. Per questo i pellegrini saranno chiamati – è il titolo dell’intero viaggio spirituale – a invocare Dio con le parole mutuate dal libro del Deuteronomio: «Benedici il tuo popolo dalla tua dimora» (Dt 26, 5). L’intero versetto sarà meditato e commentato in ciascuna sua parte proprio nei luoghi che hanno una corrispondenza col tema in oggetto. Senza perdere di vista l’aderenza al progetto diocesano – non certo concluso in un solo anno – iniziato con la Lettera pastorale Il campo è il mondo. Vie da percorrere incontro all’umano.

Le tematiche meditate

Si riaffermerà così ancora una volta il primato della Grazia, dello sguardo di Dio sul mondo, come anche la Lettera pastorale cita in apertura. Il Dio incarnato ha portato sulla terra un po’ di cielo; un po’ del suo modo di vedere. Questo ha cambiato le relazioni e gli affetti. Ma pure la meditazione sulla fatica troverà spazio. La terra è stata consegnata all’uomo perché la lavorasse. Il lavoro è fatica (oggi per molti è problema), ma è principalmente benedizione non punizione. Sin dall’inizio. Chiedere lavoro – degno e per tutti – è quindi invocare benedizione, offrire possibilità di resurrezione. Non si tralascerà inoltre il tema della trasmissione della fede. Essa è sempre consegna dei padri. Confronto e rispetto tra generazioni. Futuro che ha radici. E, infine, prendendo spunto dall’immagine della terra dove «scorre il latte e il miele» si approfondirà la questione della convivenza come festa pensata da Dio. Una festa dipinta con le immagini del cibo. Certamente nutrimento per la sussistenza, ma anche segno sovrabbondante di gioia (disponibile o da rendere disponibile) a tutti. Il collegamento con le tematiche che, da lì a sei mesi, Milano tratterà in occasione dell’Expo, appare quanto mai diretto.

Il programma del viaggio

Sono due i pacchetti proposti dal Servizio per la pastorale del turismo e i pellegrinaggi. Il primo prevede il viaggio solo in Israele, il secondo invece quello in Israele e in Giordania. Entrambi gli itinerari avranno i primi tre giorni comuni a Gerusalemme e Betlemme. Non si seguirà quindi la cronologia classica del pellegrinaggio. L’attenzione alla prevalenza dei temi e all’unità della proposta diocesana hanno consigliato di affidare interamente, per un maggiore coordinamento, l’organizzazione tecnica all’agenzia Duomo Viaggi. Le agenzie di territorio, avendo riconosciuto la validità pastorale dell’intuizione, continueranno a rapportarsi direttamente con i propri clienti; interfacciandosi esse stesse con la Duomo viaggi e raccogliendo le iscrizioni entro la fine di settembre 2014.

Info: www.chiesadimilano.it/turismo

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