La Messa di Mandato ha concluso la settimana trascorsa a Rybnik. Con la speranza di aver “seminato” buone relazioni presso gli ospiti, ora si guarda avanti, agli eventi centrali della Gmg

di Davide MAGGIONI
Équipe Gmg

gmg 2016

Lunedì è la giornata dei saluti. Le famiglie che ci hanno ospitato a Rybnik ci salutano calorosamente, ci riempiono di doni, scattano foto-ricordo dell’ultima colazione insieme.

L’ultimo evento del gemellaggio è la Messa di Mandato nella Basilica di Rybnik. La celebrazione era organizzata per tutti i ragazzi lombardi ospitati nella Diocesi di Katowice (oltre a noi di Milano, quelli di Mantova, Bergamo, Crema e Cremona). Sono accorsi però molti più pellegrini rispetto ai soli lombardi, rendendo così il clima di preghiera ancora più intenso e gioioso. La Messa è stata presieduta da monsignor Francesco Beschi, Vescovo di Bergamo, e concelebrata da monsignor Pierantonio Tremolada (Ausiliare di Milano), monsignor Oscar Cantoni (Vescovo di Crema) e monsignor Antonio Napolioni (Vescovo di Cremona). Durante l’omelia, prendendo spunto dalla festa di San Giacomo apostolo, monsignor Beschi ha ricordato che il posto a cui ambire non è quello del potere, ma quello del servizio, che permette di servire gli altri. L’animazione musicale è stata assicurata dal Coro Shekinah, che ci ha regalato l’ennesimo live dell’inno della Gmg 2016: appena posati gli strumenti, i presenti hanno chiesto il bis…

Mi collego a questo dettaglio. Un bis è ciò che anche noi vorremmo chiedere a gran voce al gemellaggio: bis perché, come diciamo da una settimana, ci siamo sentiti a casa; bis perché speriamo che la settimana di Cracovia sia ancor più bella di quella appena trascorsa; bis perché di ciò che è bello, di ciò che affascina non abbiamo mai abbastanza.

La giornata si è conclusa con lo spostamento dei gruppi verso Wieliczka, dove saranno alloggiati i 4000 ambrosiani che resteranno tutta la settimana a Cracovia. L’accoglienza è stata molto calorosa: non di rado, nei cortili o nei sagrati delle varie parrocchie, si sono uditi volontari gridare i nomi dei gruppi italiani (e non solo) in procinto di scaricare i bagagli o di parcheggiare i pullmini. E l’ospitalità si è subito tradotta in un bicchiere di tè, un pezzo di torta, la consegna del kit polacco e la sistemazione all’alloggio presso famiglie o scuole/palestre.

Prima di iniziare la settimana degli eventi principali, l’ultimo pensiero è ancora sul gemellaggio: se, come dice Baricco, «un pretesto per tornare bisogna sempre seminarselo dietro quando si parte», partiamo da Rybnik con la speranza di essere stati buoni seminatori, avendo creato relazioni buone capaci di farci tornare (anche se non fisicamente) a queste giornate slesiane.

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