Le comunità guidate da don Giorgio Riva e don Vittorino Zoia custodiscono reliquie dei tre sapienti: icone di evangelizzazione e segno dell’uomo che cerca Dio

di Francesca LOZITO

Gioia e responsabilità. Ma anche custodire una storia che parla ancora tanto agli uomini di oggi. Sono questi i sentimenti che alla vigilia della partenza per Colonia animano don Giorgio Riva e don Vittorino Zoia, i parroci che accompagneranno l’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, nel viaggio a Colonia per l’850° dalla traslazione delle reliquie dei Magi da Milano alla città tedesca.

La loro presenza è significativa proprio perché le rispettive comunità custodiscono reliquie dei tre sapienti: Sant’Eustorgio una parte di quelle che furono portate dal Barbarossa a Colonia, ottenute dal cardinal Ferrari con una restituzione nel 1903 e consegnate ufficialmente a Sant’Eustorgio nell’Epifania del 1904. Diversa la storia delle reliquie di Brugherio. Il ritrovamento avvenne durante la visita pastorale del vicario foraneo arciprete di Monza, Camillo Aulario, il 14 maggio 1592, nell’antico oratorio della cascina Sant’Ambrogio. Secondo la tradizione, confermata da tutti i documenti analizzati dagli storici, i tre ossicini delle falangi delle dita dei Re Magi furono regalati da Sant’Ambrogio alla sorella Marcellina, vissuta qui nella cascina Sant’Ambrogio nel IV secolo. Oggi le reliquie sono dunque nella chiesa di San Bartolomeo, che fa parte della Comunità pastorale, non a caso dedicata all’Epifania del Signore.

Al di là delle vicende storiche, delle devozioni popolari che hanno caratterizzato la presenza delle reliquie in questi due luoghi nel tempo, entrambi i sacerdoti sottolineano l’importanza dal punto di vista del cammino di fede delle rispettive comunità della presenza delle reliquie. «Sono icone dell’uomo che cerca Dio, una ricerca che avvenne allora e avviene oggi», afferma don Riva. Gli fa eco don Zoia: «Cosa ci vogliono dire i Magi? Essi ci rimandano alla verità della pagina evangelica “Gesù luce per tutti gli uomini”. I Magi sono come l’avanguardia dell’uomo che cerca la luce per la vita. La finale della pagina evangelica – prosegue il parroco di Brugherio – ci dice che tornano per un’altra strada. La loro vita, dunque, si converte, diventano uomini nuovi».

Se Brugherio ha festeggiato lo scorso anno con una serie di appuntamenti – dalla celebrazione dell’Epifania con l’arcivescovo Scola, alla rievocazione, al coinvolgimento dei ragazzi come guide alla Cascina Sant’Ambrogio fino ai concerti musicali – il quattrocentesimo dalla traslazione delle reliquie, Sant’Eustorgio si prepara il prossimo anno a celebrare i 110 anni dal ritorno di parte delle reliquie da Colonia a Milano. Così don Zoia afferma che questo viaggio con il cardinale Scola diventa dunque «una consegna di responsabilità al ritorno, per continuare nel cammino intrapreso con le celebrazioni dello scorso anno, in cui proprio l’Arcivescovo ha sottolineato come forse Brugherio non sarebbe stata ecclesialmente quello che è senza la presenza delle reliquie».

Don Riva definisce così i Magi «icone della nuova evangelizzazione. Proprio papa Francesco nella Evangeli Gaudium ci invita a riscoprire le origini della pietà popolare e il suo valore più vero. Molte tra quanti vengono a Sant’Eustorgio il giorno dell’Epifania sono proprio persone che possono essere definite “in ricerca”. Vorremmo dunque cercare di vedere in questo arrivare qui una ricerca di senso».

A Brugherio lo scorso anno era stato predisposto all’interno della chiesa di San Bartolomeo un «altare dei Magi» come luogo di sosta e di preghiera per chiunque entrava in chiesa. «In un tempo in cui come società e come chiesa – dice don Zoia – avvertiamo il bisogno di essere “uomini nuovi” il ripensare e riguardare le reliquie dei Magi ci aiuti a riguardare al cammino della nostra vita e a ripensarlo secondo tre momenti: ricerca, incontro e conversione».

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