Redazione

Nella giornata di apertura della cinquantasettesima Settimana liturgica nazionale spicca la celebrazione d’inizio, presieduta dal Cardinale Dionigi Tettamanzi, che ha sottolineato la ricchezza del rito ambrosiano e ha ampiamente ricordato la figura del Santo patrono milanese. E’ stato letto il messaggio inviato dal Pontefice e, successivamente, c’è stato il saluto di monsignor Di Molfetta, presidente della commissione Cei per la liturgia. Il discorso introduttivo è stato invece tenuto da monsignor Luca Brandolini, presidente del Centro di Azione Liturgica.

di A lessandro Basilico

Alle 17, puntualissimo, il Cardinale Dionigi Tettamanzi scende dalla sua auto di fronte al teatro Apollonio di Varese ed è subito accerchiato da un capannello di persone: inizia la Settimana liturgica. Nel rispondere alle domande dei giornalisti, l’Arcivescovo mette subito l’accento sul tema dell’incontro: “Celebriamo Gesù Cristo speranza del mondo”. 

Il pensiero subito corre alla situazione politica mondiale e al bisogno di speranza che ne deriva. Tettamanzi, pur non commentando direttamente i fatti di cronaca (cosa che gli chiedono alcuni giornalisti presenti), sottolinea l’importanza della liturgia e della figura di Sant’Ambrogio, patrono della diocesi, nel tema dei rapporti tra Occidente ed Oriente. La figura del Vescovo patrono e la ricchezza del rito ambrosiano sono ricordate dal nostro Cardinale anche nel Discorso di apertura, tenuto dopo che il canto “Presi d’amore per lui”, appositamente composto, ha ufficialmente aperto l’evento. 

Più di seicento persone affollano il teatro Apollonio, nel centro della città. L’Arcivescovo di Milano, come è suo uso, all’inizio della prolusione si sofferma a salutare “tutti e ciascuno” e ringrazia l’ospitalità di Varese, la “città giardino”. Poi, mette in evidenza la particolarità di questa cinquantasettesima settimana liturgica nazionale: ogni giorno si seguirà il rito ambrosiano, da lui definito “una ricchezza da scoprire, sia per quanti appartengono a questa diocesi, che per tutti. E’ un rito grazie al quale si manifestano la particolarità e insieme l’unità della Chiesa”. 

Citando le parole del Santo patrono milanese, il cardinal Tettamanzi parla della speranza che si diffonde nel mondo “grazie all’acqua viva del Vangelo”; paragona Cristo a un gallo, perché come quell’animale risveglia le coscienze dormienti; fa propria l’invocazione di Ambrogio: “concedimi, o Signore, le lacrime di Pietro”, perché solo rendendosi conto umilmente del proprio essere peccatore è possibile perdonare le colpe altrui. 

Dopo l’intervento del Cardinale, terminato con la benedizione, si susseguono brevi saluti. Vengono ringraziati il Vescovo ausiliario monsignor Luigi Stucchi, il prevosto varesino Peppino Maffi e viene ricordato il compianto monsignor Mario Spezzibottiani. 

Prende la parola Giampaolo Ermolli, vicesindaco della città, che si concede una riflessione sul ruolo dell’amministratore nella società odierna, sottolineando come il pensiero politico occidentale sia fondato sul cristianesimo e in particolare sul valore della persona, baluardo nei confronti del relativismo che inevitabilmente contraddistingue l’agire politico. 

E’ poi il turno di Giangiacomo Lugo, assessore provinciale al marketing territoriale, che, simbolicamente rappresentando il proprio territorio, accoglie i "settimanalisti" ricordando i luoghi liturgici importanti della zona, in particolare l’eremo di Castiglione appena restaurato dalla provincia. 

Prima del discorso di apertura, viene letto il messaggio inviato dal Santo Padre, che, spiritualmente presente a Varese, ricorda l’importanza della liturgia (“ogni celebrazione mette nel cuore la speranza che è Cristo”, “la liturgia è manifestazione dell’amore di Dio nel quotidiano”), e la lettera di monsignor Betori, segretario della Conferenza episcopale italiana. 

Il discorso di apertura è tenuto da monsignor Di Molfetta, che afferma: «attraverso i divini misteri viene dato il cielo alla terra e le ali al nostro peregrinare». E’ poi il turno di monsignor Luca Brandolini, presidente del Centro di azione liturgica, tenere l’orazione principale, quella che introduce, esponendole, tutte le attività che si svolgeranno. 

In questo discorso, molto lungo e ricco di contenuti, viene spiegato il senso profondo delle singole iniziative. L’incontro al teatro Apollonio, che ha aperto la settimana liturgica, non è stato l’unico evento della giornata. In serata, coloro che sono convenuti a Varese hanno potuto godere la musica del concerto eseguito nella Basilica di San Vittore, per poi andare a coricarsi.

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