Redazione

Maria è l’unica vera maestra di fede e di sequela del Risorto e alla sua scuola ogni credente può incontrare il figlio salvatore. E se a dirlo è il massimo custode della fede cattolica dobbiamo proprio credergli. Successore di papa Ratzinger alla guida della Congregazione per la dottrina della fede, il cardinale americano William Joseph Levada ha presieduto nella Basilica di San Vittore il primo solenne pontificale della Settimana Liturgica Nazionale.

di Maria Teresa Antognazza

Una celebrazione intensa, magistralmente scandita dal rituale ambrosiano, che nella memoria di Maria Santissima Regina, martedì 22 agosto, ha offerto ai fedeli la proclamazione del suggestivo vangelo della visita a Santa Elisabetta, con i primi versetti del Magnificat.

Un testo che ha dato il “la” al card. Williams J. Levada, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, per offrire al popolo dei convegnisti radunati per la messa una delicatissima meditazione sulla regalità della Vergine, che la cugina chiama “benedetta”. Quella che «a uno sguardo superficiale si presenta come una situazione di vita ordinaria», in realtà – dice Levada – «anticipa la festa che la Chiesa oggi celebra, festa che onora Maria come nostra Regina».

Da lei dunque arriva direttamente a tutti noi una somma lezione di fede, che il Cardinale spiega così: «Poiché Maria è il modello della Chiesa in preghiera, possiamo rilevare che nel suo inserimento nel mistero di Cristo, tramite la fede, vi è un chiaro invito rivolto a noi. Siamo chiamati alla stessa apertura verginale della fede – grazie alla Parola di Dio che vediamo operare in Maria nell’evento dell’annunciazione – nella speranza che Dio vorrà rendere feconda la nostra fede nel suo figlio Gesù, che dona se stesso per amore».

Da Maria alla Chiesa, che si raduna attorno alla mensa dell’altare per celebrare: proprio qui – sottolinea il Cardinale – «la Chiesa ha il privilegio di ascoltare la Parola di Dio proclamata nelle Sacre Scritture. Ecco la nostra annunciazione, che si realizza nella sua dimensione ecclesiale. Questa Parola potente di Dio chiede all’assemblea liturgica una risposta di fede». E anche ora è la Vergine a tracciare la strada, con il suo “sì”. «Già nel suo fiat –dice Levada – possiamo scoprire la forma eucaristica dell’amore per il Padre.

Nella sua disponibilità totale e senza riserve alla volontà di Dio, lascia a Dio la libertà di “fare grandi cose” in essa. Facendo così è veramente benedetta. Perciò – ha concluso il prelato – non smettiamo mai di contemplare la fede di Maria Vergine e Regina nostra, affinché anche noi, alla fine del nostro viaggio terreno, possiamo giungere alla presenza del Padre, avvolti nelle vesti candide della regale dignità battesimale e aperti a ricevere le medesime e preziose parole, ormai rivolte anche a noi, con cui Elisabetta accoglie Maria: “Benedetti coloro che hanno creduto nell’adempimento delle parole del Signore!”».

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