Redazione

Il Santo Padre, tramite il Cardinale Segretario di Stato Angelo Sodano, ha inviato un messaggio ai convegnisti in cui riassume magistralmente il significato di questo radunarsi di sacerdoti, religiosi e animatori della liturgia. Il saluto della Cei in una lettera del segretario generale, mons. Giuseppe Betori. Gli onori di casa sono toccati all’Arcivescovo di Milano, card. Dionigi Tettamanzi.

di Maria Teresa Antognazza

E’ arrivato anche il messaggio di papa Benedetto XVI ai partecipanti alla 57ª Settimana Liturgica Nazionale, attraverso uno scritto del segretario di Stato, il cardinale Angelo Sodano, che ha riassunto magistralmente il significato di questo radunarsi di sacerdoti, religiosi e animatori della liturgia. 

«Questo appuntamento annuale costituisce una tappa di preparazione al prossimo convegno ecclesiale della Chiesa italiana che si terrà a Verona e che sarà occasione di rinnovata consapevolezza e responsabilità pastorale a servizio del Vangelo». 

E a proposito della liturgia e del suo costante rinnovamento Sodano dice, citando il papa Benedetto: «Nella liturgia della Chiesa noi sperimentiamo l’amore di Dio, percepiamo la sua presenza e impariamo in questo modo anche a riconoscerla nel nostro quotidiano». Dunque, riprende il segretario di Stato, «la celebrazione liturgica, liberando il cuore dell’uomo dalle angustie quotidiane, dona nuova fiducia; il momento celebrativo comunica la gioia di sperare in un mondo migliore, di vivere nella Chiesa, di essere amati da Dio e di poterlo riamare, di essere perdonati e salvati. Per questo il credente va aiutato a comprendere che per custodire, ravvivare, testimoniare, comunicare la speranza deve ritornare a celebrare, a contemplare Gesù, il Risorto».  

Un approccio, quello alla liturgia come spazio e luogo di un incontro e di un’esperienza concreta di Gesù, fonte della nostra speranza, ripreso abbondantemente dagli altri interventi di saluto ai convegnisti. 

Queste le parole del segretario generale dei Vescovi italiani, Giuseppe Betori: «Celebrando il Risorto la liturgia offre a ogni credente lo spazio nel quale incontrarlo, come per i discepoli sulla strada per Emmaus» . E dall’intensità di questa esperienza deriva la “missione” «che – dice ancora Betori – rimanda il credente sulle strade della storia, perchè il racconto raggiunga ogni uomo». Molto interessante la prospettiva lanciata dal vescovo ai convegnisti: «L’impegno e l’attenzione della Chiesa devono necessariamente orientarsi verso la liturgia perchè nelle nostre celebrazioni si respiri la gioia che nasce dall’incontro con il Risorto». 

Gli onori di casa sono toccati al cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, che nell’abbraccio ai partecipanti ha espresso anche la gioia di poter donare un sostanzioso assaggio della ricca liturgia ambrosiana. «Sono infatti convinto – ha detto il successore di Ambrogio – che tra le più preziose ricchezze spirituali e pastorali, ma anche sociali e culturali, che Dio ha concesso alla nostra Chiesa, sia il suo proprio rito liturgico ». L’Arcivescovo ha quindi preso a prestito le parole di Ambrogio su Cristo nostra speranza. Singolare la lectio sul “gallo speranza”: «Il gallo – ha detto Tettamanzi – che reca la speranza di Cristo, ma è lo stesso gallo che è il simbolo di Cristo che risveglia e dona speranza».

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