Nel corso della sua visita ai ragazzi della “Tre Giorni” Tettamanzi si è prestato di buon grado alle domande sul suo episcopato: «Portare il pastorale è stato pesante, ma anche molto bello». Nel pomeriggio ha partecipato ai giochi, confessato e celebrato la messa

di Ylenia SPINELLI

Cardinale Dionigi Tettamanzi

Guardando il cielo, la giornata non prometteva nulla di buono. Ieri mattina, infatti, la casa “La Montanina” a Pian dei Resinelli era sovrastata da dense nubi che impedivano di godere del bel panorama delle Grigne. Ma verso mezzogiorno, all’arrivo del cardinale Dionigi Tettamanzi in visita ai ragazzi della “Tre Giorni Chierichetti” e de “I ragazzi nel mondo della Bibbia”, improvvisamente il cielo si è rischiarato. Il Cardinale è stato accolto da calorosi applausi e dal grido festoso «Tutti pazzi per Tettamanzi», che lo hanno fatto sentire subito a suo agio.
Dopo i saluti e le foto di rito, Tettamanzi si è concesso ai ragazzi per una lunga intervista sui suoi nove anni di episcopato ambrosiano, ma anche sulla sua giovinezza, sulla nascita della vocazione, l’esperienza di chierichetto e di animatore durante l’oratorio estivo. Ai chierichetti ha confessato che si sono rivelate vere le parole del suo predecessore, il cardinale Martini, alla consegna del pastorale: «“Vedrai come sarà pesante!”, mi ha detto la prima volta che sono entrato in Duomo – ha ricordato -, ma per me è stato pure molto bello portarlo e lo dirò anche al mio successore».
Facendo scorrere davanti a sé il film della memoria, il Cardinale ha raccontato l’emozione provata quando è diventato vescovo, ovvero “pastore dei pastori”, e ha anche ammesso che tra i momenti più difficili del suo episcopato annovera la scelta di un sacerdote chiamato a diventare vescovo, una carica faticosa e densa di responsabilità. A Vittorio, che gli ha chiesto se avrebbe accettato un’ulteriore proroga, il Cardinale ha risposto: «Ci avrei pensato… Dipende dalla salute, dalla freschezza… Se il Papa me lo avesse chiesto sarei andato avanti… forse!».
Poi Tettamanzi ha pranzato con i ragazzi e nel pomeriggio ha partecipato al gioco che don Alberto, direttore del Mo.Chi (Movimento Chierichetti), ha chiamato “Cento”, un quiz sulla liturgia. Il Cardinale si è fatto coinvolgere appieno dai ritmi della “Montanina”, rendendosi disponibile per le confessioni e partecipando al momento di riflessione e analisi della pagina di Vangelo del giorno, che poi ha commentato durante la Messa celebrata nella chiesina immersa nel verde.
Spiegando ai ragazzi il sesto capitolo del Vangelo di Luca – che comincia con «Alzàti gli occhi verso i suoi discepoli…» -, il Cardinale ha ricordato che ogni volta che ci accostiamo alle Scritture, lo sguardo d’amore di Gesù si fissa su di noi, penetra nel nostro cuore, anche dove noi non sappiamo arrivare. Anche per Tettamanzi l’incrocio di sguardi, gli incontri, il contatto con la gente sono stati molto importanti durante questi anni: «Li annovero tra i ricordi più belli», aveva confessato durante l’intervista.
A ricordo di questa bella giornata e dei suoi nove anni di episcopato i ragazzi hanno donato al Cardinale una grossa cartolina raffigurante il Duomo di Milano, con la scritta “Grazie Dionigi! Sarai sempre nei nostri cuori!”. C’è da scommettere che anche nel suo un posto speciale l’avranno non solo i ragazzi del Mo.Chi, ma tutti quelli che in tante occasioni ha avuto modo di conoscere e incontrare in questi anni.

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