Un volume curato da don Giancarlo Quadri


Redazione

Un libro sui temi della migrazione e la vita della Chiesa e della nostra società. Si intitola Punti di vista. La mia vita quotidiana con i migranti: gli altri siamo noi (Centro Ambrosiano, pagine 160, euro 12) e l’autore è don Giancarlo Quadri, responsabile diocesano della Pastorale dei Migranti. «Fatti, momenti di vita che impongono delle riflessioni al cristiano o semplicemente al cittadino italiano – si legge nell’introduzione -. Volti, occhi, mani: che si tendono, che stringono, che compiono il male a volte, che spesso aiutano. Gente, folla, persone: una a una le vedo entrare ogni giorno nella chiesa di S. Stefano (come in tanti altri luoghi dove si offre sostegno ai migranti)». Per il cardinale Dionigi Tettamanzi, che scrive la prefazione, questi sono «punti di vista da un osservatorio privilegiato sulle migrazioni che stanno cambiando il volto delle nostre città. È necessario accogliere, conoscere e riconoscere i valori portati dai migranti, far tacere i clamori e le grida sterili per vedere che una nuova realtà ci sta davanti e che un progetto di integrazione è quanto mai necessario, che questi nostri fratelli stanno condividendo un cammino con noi tutti. Le immagini fortissime e dolcissime allo stesso tempo del dramma di madri e figli in viaggio ci donano la speranza: la Speranza, con la “S” maiuscola, quella che non ci abbandona mai, quella di Gesù Cristo nel suo Vangelo». Un libro sui temi della migrazione e la vita della Chiesa e della nostra società. Si intitola Punti di vista. La mia vita quotidiana con i migranti: gli altri siamo noi (Centro Ambrosiano, pagine 160, euro 12) e l’autore è don Giancarlo Quadri, responsabile diocesano della Pastorale dei Migranti. «Fatti, momenti di vita che impongono delle riflessioni al cristiano o semplicemente al cittadino italiano – si legge nell’introduzione -. Volti, occhi, mani: che si tendono, che stringono, che compiono il male a volte, che spesso aiutano. Gente, folla, persone: una a una le vedo entrare ogni giorno nella chiesa di S. Stefano (come in tanti altri luoghi dove si offre sostegno ai migranti)». Per il cardinale Dionigi Tettamanzi, che scrive la prefazione, questi sono «punti di vista da un osservatorio privilegiato sulle migrazioni che stanno cambiando il volto delle nostre città. È necessario accogliere, conoscere e riconoscere i valori portati dai migranti, far tacere i clamori e le grida sterili per vedere che una nuova realtà ci sta davanti e che un progetto di integrazione è quanto mai necessario, che questi nostri fratelli stanno condividendo un cammino con noi tutti. Le immagini fortissime e dolcissime allo stesso tempo del dramma di madri e figli in viaggio ci donano la speranza: la Speranza, con la “S” maiuscola, quella che non ci abbandona mai, quella di Gesù Cristo nel suo Vangelo». –

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