Le parole di monsignor De Scalzi, vescovo ausiliare e delegato arcivescovile per l'evento che, «mantenendo un forte carattere ecclesiale, ha una rilevante valenza sociale e civile»

di Mons. Erminio DE SCALZI Vescovo ausiliare Arcidiocesi di Milano e Delegato arcivescovile per i grandi eventi
Redazione

Desidero esprimere la gioia del cardinale Dionigi Tettamanzi e dell’intera Diocesi ambrosiana per la scelta di Milano quale sede ospitante l’incontro mondiale delle famiglie del 2012, dal titolo “La Famiglia: il lavoro e la festa”. Siamo assai grati al Santo Padre Benedetto XVI per aver affidato questo compito alla Chiesa che è in Milano. Rappresenta per noi un grande onore e un forte stimolo ad impegnarci sempre più nel segno dell’attenzione pastorale alle famiglie, con uno sguardo aperto alla mondialità. La speranza, come ha detto il cardinale Tettamanzi, è che questo incontro arricchisca tutte le Chiese locali, così che sempre più la famiglia possa essere «formatrice ai valori umani e cristiani».
Il tema scelto da Sua Santità per l’evento di Milano 2012 è particolarmente carico di significato. Sulla scia dei precedenti Incontri mondiali, e quasi come loro sviluppo, la VII edizione sarà caratterizzata da temi che, mantenendo un forte carattere ecclesiale, hanno una rilevante valenza sociale e civile. Le due questioni poste al centro dell’attenzione (il lavoro e la festa) interessano particolarmente la nostra società: il problema del lavoro è di scottante attualità, ma anche quello della festa merita non minore attenzione. Stiamo parlando infatti di dimensioni entrambe necessarie e strettamente connesse al punto che si danno significato l’una con l’altra.
Milano si sente particolarmente interpellata dal tema dell’Incontro, anche perché la tradizionale laboriosità ambrosiana può correre il rischio di porre il lavoro e la professione al centro della vita sacrificando la festa, anziché considerarle entrambe, come scrive il Santo Padre, «doni e benedizioni di Dio per aiutarci a vivere un’esistenza pienamente umana».
Cercheremo in ogni modo di essere all’altezza della responsabilità ricevuta, proponendo un ulteriore livello di riflessione in merito alle problematiche economiche e agli stili di vita – spesso insostenibili – cui la società del consumo ci spinge. Al riguardo credo che sarebbe significativo se riuscissimo ad accogliere a Milano soprattutto le famiglie povere del Sud del mondo. Penso a chi vive in Paesi dove è difficile far sentire la propria voce. È importante che i rappresentanti di queste famiglie possano portare la loro testimonianza di vita e raccontarci come intendono il lavoro e la festa in relazione al nucleo familiare. Desidero esprimere la gioia del cardinale Dionigi Tettamanzi e dell’intera Diocesi ambrosiana per la scelta di Milano quale sede ospitante l’incontro mondiale delle famiglie del 2012, dal titolo “La Famiglia: il lavoro e la festa”. Siamo assai grati al Santo Padre Benedetto XVI per aver affidato questo compito alla Chiesa che è in Milano. Rappresenta per noi un grande onore e un forte stimolo ad impegnarci sempre più nel segno dell’attenzione pastorale alle famiglie, con uno sguardo aperto alla mondialità. La speranza, come ha detto il cardinale Tettamanzi, è che questo incontro arricchisca tutte le Chiese locali, così che sempre più la famiglia possa essere «formatrice ai valori umani e cristiani».Il tema scelto da Sua Santità per l’evento di Milano 2012 è particolarmente carico di significato. Sulla scia dei precedenti Incontri mondiali, e quasi come loro sviluppo, la VII edizione sarà caratterizzata da temi che, mantenendo un forte carattere ecclesiale, hanno una rilevante valenza sociale e civile. Le due questioni poste al centro dell’attenzione (il lavoro e la festa) interessano particolarmente la nostra società: il problema del lavoro è di scottante attualità, ma anche quello della festa merita non minore attenzione. Stiamo parlando infatti di dimensioni entrambe necessarie e strettamente connesse al punto che si danno significato l’una con l’altra.Milano si sente particolarmente interpellata dal tema dell’Incontro, anche perché la tradizionale laboriosità ambrosiana può correre il rischio di porre il lavoro e la professione al centro della vita sacrificando la festa, anziché considerarle entrambe, come scrive il Santo Padre, «doni e benedizioni di Dio per aiutarci a vivere un’esistenza pienamente umana».Cercheremo in ogni modo di essere all’altezza della responsabilità ricevuta, proponendo un ulteriore livello di riflessione in merito alle problematiche economiche e agli stili di vita – spesso insostenibili – cui la società del consumo ci spinge. Al riguardo credo che sarebbe significativo se riuscissimo ad accogliere a Milano soprattutto le famiglie povere del Sud del mondo. Penso a chi vive in Paesi dove è difficile far sentire la propria voce. È importante che i rappresentanti di queste famiglie possano portare la loro testimonianza di vita e raccontarci come intendono il lavoro e la festa in relazione al nucleo familiare. La sua biografia – Mons. Erminio De Scalzi nasce a Saronno (Va) il 06 settembre 1940. Ordinato sacerdote dall’Arcivescovo card. Giovanni Colombo il 27 giugno 1964, celebra la sua prima messa a Saronno, nella sua parrocchia d’origine. Esercita il ministero sacerdotale nelle parrocchie di Vimodrone (1964) e Limbiate (1967). Dal 1970 ricopre l’incarico di Assistente dell’Azione Cattolica Ragazzi. Nel 1978 è Incaricato per la Commissione famiglia.L’Arcivescovo card. Carlo Maria Martini lo nomina suo segretario nel 1980, incarico che rivestirà sino al 1983, quando viene inviato come parroco nella parrocchia milanese di Santa Maria del Suffragio. Nel 1994 lascia la parrocchia ed è nominato Vicario episcopale per la città di Milano, incarico che tutt’ora riveste. Nel 1997 diventa Abate della Basilica di S. Ambrogio.Il 12 maggio 1999 riceve la nomina episcopale da Giovanni Paolo II. Viene ordinato vescovo dal cardinale Martini il 19 giugno 1999 nella Basilica di S. Ambrogio a Milano e da quella data è vescovo ausiliare di Milano.L’8 settembre 2009 l’Arcivescovo di Milano card. Dionigi Tettamanzi lo nomina Delegato per i grandi eventi, affidandogli l’incarico di accompagnare i lavori preparatori del VII Incontro mondiale delle famiglie (2012) e del 1700° anniversario dell’Editto di Milano (2013) e di coordinare l’impegno della Chiesa ambrosiana nell’ottica dell’Expo (2015). –

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