Sarà beatificata il 23 ottobre a Vercelli. Alla cerimonia presenti le Preziosine di Monza e i parrocchiani di San Gerardo. La postulatrice della causa: «Nella risposta all'amore di Dio la sua realizzazione più completa»

di Sarah VALTOLINA per gentile concessione de "Il Cittadino"
Redazione

Una vita vissuta al servizio di Cristo e dei ragazzi. Questa è stata suor Alfonsa Clerici, religiosa delle suore del Preziosissimo Sangue, che sabato sarà proclamata beata nel duomo di Vercelli durante una solenne celebrazione tenuta dall’arcivescovo Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi. Alla funzione ci saranno le Suore Preziosine di Monza (la sua congregazione), ma anche i parrocchiani di San Gerardo, che da anni condividono il cammino pastorale proprio con le figlie spirituali di madre Maria Matilde Bucchi.
Alfonsa, nata a Lainate nel 1860, primogenita di dieci figli, lasciò presto il suo paese per raggiungere Monza, dove studiò proprio nel collegio delle Preziosine, e ottenne il diploma di maestra di grado superiore. «Gli anni del collegio furono determinanti non solo per la formazione culturale e pedagogica di Alfonsa, ma anche per la sua scelta di vita», spiega suor Santina Dino, postulatrice della causa di beatificazione. E così, una volta conseguito il diploma, Alfonsa ritornò a Lainate, per insegnare nella scuola municipale. «Quella prima esperienza di insegnamento e lo stile di vita delle religiose incontrate la convinsero di essere non tanto alla ricerca di una professione accattivante intellettualmente, ma di una realizzazione di sé più ricca e completa se motivata da una risposta all’amore di Dio, che la chiamava a consacrarsi totalmente a Lui – continua suor Santina -. In questa prospettiva l’impegno educativo si configurava come missione ed espressione della forma di carità più alta, la carità intellettuale, la più efficace a scoprire Cristo come prospettiva vincente della loro vita».
Suor Alfonsa non fu una claustrale, il suo rapporto con Cristo si tradusse in una vita apostolica intensa, con una missione educativa mirata a bambine, ragazze e alle loro famiglie. Iniziò il suo noviziato tra le Suore Preziosine nel 1883. Continuò a insegnare al collegio di Monza fino al 1911, quando venne trasferita all’istituto della Provvidenza di Vercelli, dove rimase per vent’anni.
Nel 2003 un paziente cardiologico ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano era in pericolo di vita, dopo l’ennesimo gravissimo attacco cardiaco. Accanto a lui la moglie, che stringeva tra le mani l’immagine di suor Alfonsa, trovata in ospedale. «Dopo un arresto cardiaco di un’ora e quaranta minuti mio marito si è risvegliato senza nessun esito invalidante, con meraviglia e stupore degli stessi medici», racconta la moglie.

Nelle foto sopra, da sinistra: il Duomo di Vercelli; madre Bonaventura Clericim, Superiora delle Preziosine, sorella di suor Alfonsa; padre Ildefonso Clerici, fratello di suor Alfonsa: ne promosse la causa; monsignor Teodoro Alfrè di Bonzo, arcivescovo di Vercelli: chiamò a Vercelli le Preziosine; chiusura della fase diocesana del processo di beatificazione presso la Cappella della Casa Madre delle Suore del Preziosissimo Sangue; alla chiusura della fase diocesana i signori Nedo Frosini e Carla Demi, il sindaco di Lainate Pietro Romanò e il parroco di San Vittore don Ernesto Ceriani Una vita vissuta al servizio di Cristo e dei ragazzi. Questa è stata suor Alfonsa Clerici, religiosa delle suore del Preziosissimo Sangue, che sabato sarà proclamata beata nel duomo di Vercelli durante una solenne celebrazione tenuta dall’arcivescovo Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi. Alla funzione ci saranno le Suore Preziosine di Monza (la sua congregazione), ma anche i parrocchiani di San Gerardo, che da anni condividono il cammino pastorale proprio con le figlie spirituali di madre Maria Matilde Bucchi.Alfonsa, nata a Lainate nel 1860, primogenita di dieci figli, lasciò presto il suo paese per raggiungere Monza, dove studiò proprio nel collegio delle Preziosine, e ottenne il diploma di maestra di grado superiore. «Gli anni del collegio furono determinanti non solo per la formazione culturale e pedagogica di Alfonsa, ma anche per la sua scelta di vita», spiega suor Santina Dino, postulatrice della causa di beatificazione. E così, una volta conseguito il diploma, Alfonsa ritornò a Lainate, per insegnare nella scuola municipale. «Quella prima esperienza di insegnamento e lo stile di vita delle religiose incontrate la convinsero di essere non tanto alla ricerca di una professione accattivante intellettualmente, ma di una realizzazione di sé più ricca e completa se motivata da una risposta all’amore di Dio, che la chiamava a consacrarsi totalmente a Lui – continua suor Santina -. In questa prospettiva l’impegno educativo si configurava come missione ed espressione della forma di carità più alta, la carità intellettuale, la più efficace a scoprire Cristo come prospettiva vincente della loro vita».Suor Alfonsa non fu una claustrale, il suo rapporto con Cristo si tradusse in una vita apostolica intensa, con una missione educativa mirata a bambine, ragazze e alle loro famiglie. Iniziò il suo noviziato tra le Suore Preziosine nel 1883. Continuò a insegnare al collegio di Monza fino al 1911, quando venne trasferita all’istituto della Provvidenza di Vercelli, dove rimase per vent’anni.Nel 2003 un paziente cardiologico ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano era in pericolo di vita, dopo l’ennesimo gravissimo attacco cardiaco. Accanto a lui la moglie, che stringeva tra le mani l’immagine di suor Alfonsa, trovata in ospedale. «Dopo un arresto cardiaco di un’ora e quaranta minuti mio marito si è risvegliato senza nessun esito invalidante, con meraviglia e stupore degli stessi medici», racconta la moglie.Nelle foto sopra, da sinistra: il Duomo di Vercelli; madre Bonaventura Clericim, Superiora delle Preziosine, sorella di suor Alfonsa; padre Ildefonso Clerici, fratello di suor Alfonsa: ne promosse la causa; monsignor Teodoro Alfrè di Bonzo, arcivescovo di Vercelli: chiamò a Vercelli le Preziosine; chiusura della fase diocesana del processo di beatificazione presso la Cappella della Casa Madre delle Suore del Preziosissimo Sangue; alla chiusura della fase diocesana i signori Nedo Frosini e Carla Demi, il sindaco di Lainate Pietro Romanò e il parroco di San Vittore don Ernesto Ceriani –

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