Un nuovo sito sul Vaticano II andrà on line dal 25 gennaio, la stessa data in cui 51 anni fa papa Giovanni XXIII annunciò il grande evento. Coordinatore dell'iniziativa è il teologo Vergottini -

di Luisa BOVE
Redazione

Dal 25 gennaio si avrà in rete un nuovo sito (www.vivailconcilio.it) interamente dedicato al Concilio Vaticano II. La data non è casuale, coincide con l’annuncio del grande evento ecclesiale dato da Giovanni XXIII nella Basilica di S. Paolo fuori le Mura 51 anni fa. «L’idea – spiega il teologo e coordinatore Marco Vergottini -, è nata dal successo di un’iniziativa promossa dall’Associazione Teologica Italiana, che nell’agosto scorso ha visto un centinaio di persone seguire una settimana teologica sulla «Lumen gentium» al monastero di Camaldoli. In quell’occasione i partecipanti hanno sollecitato gli organizzatori a far conoscere e a valorizzare la lezione del Vaticano II. La creazione di un sito, che ospitasse i testi conciliari, gli interventi dei pontefici e dei vescovi, letture agili di taglio teologico, immagini e video sull’ultimo Concilio, è quindi sembrata un’occasione propizia. Da qui la nascita, o meglio il concepimento, di www.vivailconcilio.it.

Perché questo nome?
La scelta può apparire un po’ audace e gagliarda ma, sia chiaro, il Concilio Vaticano II è vivo e tutti quanti noi – volenti o nolenti – respiriamo l’aria conciliare. Tuttavia, nell’attuale contesto culturale ed ecclesiale fanno molto rumore le voci di quanti associano al Vaticano II (o forse al post-Concilio) una serie di limiti, inadempienze ed equivoci. Queste reazioni suonano francamente ingenerose e del tutto fuori luogo per quanti sono stati protagonisti e figli di quello straordinario evento ecclesiale, nei cui confronti – ce lo ha richiamato anche Benedetto XVI – noi tutti siamo debitori.

Chi sono i sostenitori?
Il Comitato promotore vede la presenza di sei teologi: l’attuale presidente dell’Ati, Piero Coda, e i precedenti, Giacomo Canobbio, Severino Dianich (e dal cielo, vogliamo crederlo, don Luigi Sartori); poi, lo studioso canadese Gilles Routhier, il web-maker Massimo Nardello e il sottoscritto, come coordinatore di quest’avventura. Poi nel Comitato sono presenti a pieno titolo i cardinali Carlo Maria Martini e Roberto Tucci, e il vescovo Luigi Bettazzi, uno degli ultimi padri conciliari ancora viventi. Fra i sostenitori dell’iniziativa c’è un nutrito drappello di cardinali e vescovi che hanno dichiarato interesse e consenso per l’iniziativa (cui potranno poi aderire tutti coloro che desiderano comparire nell’elenco) e un certo numero di gruppi ecclesiali, centri culturali e comunità religiose.

Chi potrebbe essere interessato a visitare il sito? Forse anche i giovani che non hanno vissuto questa stagione della vita della Chiesa?
Le nuove generazioni dovrebbero essere fra i maggiori fruitori dell’iniziativa. I nostri figli forse non conoscono il discorso di Giovanni XXIII alla luna, neppure si immaginano come alcuni testi del Concilio, a rileggerli con attenzione, sembrano essere stati scritti oggi, tanto sono attuali.

Come è stato scelto il logo del sito?
L’immagine riproduce uno straordinario schizzo a colori dell’aula conciliare a opera di Lello Scorzelli, artista stimato da Paolo VI e dal suo segretario mons. Pasquale Macchi. Proprio Scorzelli, grazie a un lasciapassare del pontefice, fu chiamato a raffigurare tutti i 2500 padri conciliari, così da produrre una quantità notevolissima di disegni a margine dell’assise. Senza contare poi che l’artista napoletano era uno scultore valentissimo, che realizzò il pastorale per papa Montini e il leggio per la Basilica Vaticana. Nel sito ci sarà inoltre una galleria di disegni, fotografie e video. Tra l’altro lanceremo un’anticipazione di alcuni minuti di un recentissimo documentario storico sul Concilio Vaticano II, prodotto dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali.

Se dovesse con una battuta sintetizzare lo spirito dell’iniziativa…
Prima una battuta di humour, che verrà ospitata nella rubrica “Le bolle del Concilio”, titolo di un libretto pubblicato dall’editore Gribaudi nel 1966. “Il cardinale Suenens parlava molto di dialogo, in Concilio, ma sembra che lo praticasse assai poco nella sua diocesi. ‘È un campione di monologo sul dialogo’, dicevano di lui alcuni suoi preti”. Più seriamente, si potrebbe inventare un adagio benaugurante: “Beato chi coltiva in cuor suo una memoria carica di speranza”. E viva il Concilio! Il Vaticano II, naturalmente, ma senza dimenticare i 20 concili precedenti, sia chiaro. Dal 25 gennaio si avrà in rete un nuovo sito (www.vivailconcilio.it) interamente dedicato al Concilio Vaticano II. La data non è casuale, coincide con l’annuncio del grande evento ecclesiale dato da Giovanni XXIII nella Basilica di S. Paolo fuori le Mura 51 anni fa. «L’idea – spiega il teologo e coordinatore Marco Vergottini -, è nata dal successo di un’iniziativa promossa dall’Associazione Teologica Italiana, che nell’agosto scorso ha visto un centinaio di persone seguire una settimana teologica sulla «Lumen gentium» al monastero di Camaldoli. In quell’occasione i partecipanti hanno sollecitato gli organizzatori a far conoscere e a valorizzare la lezione del Vaticano II. La creazione di un sito, che ospitasse i testi conciliari, gli interventi dei pontefici e dei vescovi, letture agili di taglio teologico, immagini e video sull’ultimo Concilio, è quindi sembrata un’occasione propizia. Da qui la nascita, o meglio il concepimento, di www.vivailconcilio.it.Perché questo nome?La scelta può apparire un po’ audace e gagliarda ma, sia chiaro, il Concilio Vaticano II è vivo e tutti quanti noi – volenti o nolenti – respiriamo l’aria conciliare. Tuttavia, nell’attuale contesto culturale ed ecclesiale fanno molto rumore le voci di quanti associano al Vaticano II (o forse al post-Concilio) una serie di limiti, inadempienze ed equivoci. Queste reazioni suonano francamente ingenerose e del tutto fuori luogo per quanti sono stati protagonisti e figli di quello straordinario evento ecclesiale, nei cui confronti – ce lo ha richiamato anche Benedetto XVI – noi tutti siamo debitori.Chi sono i sostenitori?Il Comitato promotore vede la presenza di sei teologi: l’attuale presidente dell’Ati, Piero Coda, e i precedenti, Giacomo Canobbio, Severino Dianich (e dal cielo, vogliamo crederlo, don Luigi Sartori); poi, lo studioso canadese Gilles Routhier, il web-maker Massimo Nardello e il sottoscritto, come coordinatore di quest’avventura. Poi nel Comitato sono presenti a pieno titolo i cardinali Carlo Maria Martini e Roberto Tucci, e il vescovo Luigi Bettazzi, uno degli ultimi padri conciliari ancora viventi. Fra i sostenitori dell’iniziativa c’è un nutrito drappello di cardinali e vescovi che hanno dichiarato interesse e consenso per l’iniziativa (cui potranno poi aderire tutti coloro che desiderano comparire nell’elenco) e un certo numero di gruppi ecclesiali, centri culturali e comunità religiose.Chi potrebbe essere interessato a visitare il sito? Forse anche i giovani che non hanno vissuto questa stagione della vita della Chiesa?Le nuove generazioni dovrebbero essere fra i maggiori fruitori dell’iniziativa. I nostri figli forse non conoscono il discorso di Giovanni XXIII alla luna, neppure si immaginano come alcuni testi del Concilio, a rileggerli con attenzione, sembrano essere stati scritti oggi, tanto sono attuali.Come è stato scelto il logo del sito?L’immagine riproduce uno straordinario schizzo a colori dell’aula conciliare a opera di Lello Scorzelli, artista stimato da Paolo VI e dal suo segretario mons. Pasquale Macchi. Proprio Scorzelli, grazie a un lasciapassare del pontefice, fu chiamato a raffigurare tutti i 2500 padri conciliari, così da produrre una quantità notevolissima di disegni a margine dell’assise. Senza contare poi che l’artista napoletano era uno scultore valentissimo, che realizzò il pastorale per papa Montini e il leggio per la Basilica Vaticana. Nel sito ci sarà inoltre una galleria di disegni, fotografie e video. Tra l’altro lanceremo un’anticipazione di alcuni minuti di un recentissimo documentario storico sul Concilio Vaticano II, prodotto dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali.Se dovesse con una battuta sintetizzare lo spirito dell’iniziativa…Prima una battuta di humour, che verrà ospitata nella rubrica “Le bolle del Concilio”, titolo di un libretto pubblicato dall’editore Gribaudi nel 1966. “Il cardinale Suenens parlava molto di dialogo, in Concilio, ma sembra che lo praticasse assai poco nella sua diocesi. ‘È un campione di monologo sul dialogo’, dicevano di lui alcuni suoi preti”. Più seriamente, si potrebbe inventare un adagio benaugurante: “Beato chi coltiva in cuor suo una memoria carica di speranza”. E viva il Concilio! Il Vaticano II, naturalmente, ma senza dimenticare i 20 concili precedenti, sia chiaro. Presentazione all’Ambrosianeum – Lunedì 25 gennaio, alle 11.30, in occasione del 51° anniversario dell’annuncio del Vaticano II, la Fondazione Ambrosianeum promuove in Sala Falck (via delle Ore 3, Milano) un incontro stampa di presentazione del nuovo sito web www.vivailconcilio.it, a poche ore dalla sua messa online. Interverranno monsignor Luigi Bettazzi – il più giovane vescovo italiano presente al Concilio -, il presidente di Ambrosianeum Marco Garzonio e Marco Vergottini, coordinatore del progetto. – Presto on line un sito ricco di documenti e immagini

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