In Basilica oggi alle 18 la Liturgia vespertina con il tradizionale messaggio del Cardinale: "Milano, una città dal terreno buono". Domani l'Arcivescovo presiederà il Pontificale. Un richiamo anche alla figura di San Carlo� -


Redazione

Il 7 dicembre la Chiesa ambrosiana celebra la solennità di Sant’Ambrogio, patrono della città di Milano e compatrono della Diocesi con San Carlo.
Presso la basilica di Sant’Ambrogio, lunedì 6 dicembre, alle 18, il cardinale Dionigi Tettamanzi presiederà la Liturgia vespertina, in cui rivolgerà alla Città e alla Diocesi il suo tradizionale messaggio, e martedì 7 dicembre, alle 10.30, la Santa Messa Pontificale, nella festa del Patrono. Martedì 7, la Santa Messa delle 17 nella basilica di Sant’Ambrogio verrà invece celebrata dall’Abate di Sant’Ambrogio, monsignor Erminio De Scalzi; altre celebrazioni eucaristiche sono in programma alle 8, alle 9, alle 12.15, alle 18 e alle 19.
La tradizione della festa patronale come occasione per rileggere nell’attualità il magistero di Ambrogio era stata rilanciata dall’arcivescovo Giovanni Battista Montini e perdura di anno in anno per iniziativa degli Arcivescovi che gli sono succeduti sulla Cattedra ambrosiana. Durante la Celebrazione vigiliare di Sant’Ambrogio, essi offrono nel loro Discorso alla Città una riflessione su temi cari alla Chiesa e alla comunità civile, intercettando le urgenze del tempo. Si tratta dell’incontro della città con il suo Vescovo, dei milanesi con il successore di Ambrogio. Quest’anno la riflessione del cardinale Tettamanzi sarà centrata su “Milano, una città dal terreno buono”, partendo dal brano del Vangelo di Luca sul seminatore e i diversi terreni. L’intonazione del Discorso sarà in positivo, esaltando quanto a Milano funziona, per scoprirne il segreto e affinché sia sostenuta. Tutti i terreni infatti cercano attenzione, conoscenza e cura.
A questo appuntamento sono invitate le autorità civili, militari e del mondo del lavoro e imprenditoriale, insieme ai rappresentanti delle istituzioni e ai sindaci di tutto il territorio su cui si articola la Diocesi. Inoltre sono presenti anche le famiglie regionali e i rappresentanti delle diverse comunità etniche ormai integrate a Milano.
Nelle Celebrazioni Santambrosiane, che quest’anno si collocano nel IV centenario della canonizzazione di San Carlo Borromeo, non mancheranno i riferimenti al legame tra i due compatroni della Diocesi. Quando Carlo Borromeo, il 1° novembre 1610, venne proclamato santo da Paolo V, subito il suo nome fu accostato a quello di Sant’Ambrogio: se infatti l’episcopato di Ambrogio era stato in qualche modo il momento fondativo della Chiesa di Milano, l’episcopato di San Carlo venne percepito come una specie di “ri-fondazione”, proprio grazie alla sua opera capillare di riforma e di ristrutturazione delle istituzioni ecclesiastiche. Comprendiamo allora perché, se Sant’Ambrogio di fatto e di diritto continuava a essere considerato il patrono principale della Diocesi milanese, San Carlo Borromeo, a partire dal secolo XVII, ne divenne a tutti gli effetti il compatrono. Il 7 dicembre la Chiesa ambrosiana celebra la solennità di Sant’Ambrogio, patrono della città di Milano e compatrono della Diocesi con San Carlo.Presso la basilica di Sant’Ambrogio, lunedì 6 dicembre, alle 18, il cardinale Dionigi Tettamanzi presiederà la Liturgia vespertina, in cui rivolgerà alla Città e alla Diocesi il suo tradizionale messaggio, e martedì 7 dicembre, alle 10.30, la Santa Messa Pontificale, nella festa del Patrono. Martedì 7, la Santa Messa delle 17 nella basilica di Sant’Ambrogio verrà invece celebrata dall’Abate di Sant’Ambrogio, monsignor Erminio De Scalzi; altre celebrazioni eucaristiche sono in programma alle 8, alle 9, alle 12.15, alle 18 e alle 19.La tradizione della festa patronale come occasione per rileggere nell’attualità il magistero di Ambrogio era stata rilanciata dall’arcivescovo Giovanni Battista Montini e perdura di anno in anno per iniziativa degli Arcivescovi che gli sono succeduti sulla Cattedra ambrosiana. Durante la Celebrazione vigiliare di Sant’Ambrogio, essi offrono nel loro Discorso alla Città una riflessione su temi cari alla Chiesa e alla comunità civile, intercettando le urgenze del tempo. Si tratta dell’incontro della città con il suo Vescovo, dei milanesi con il successore di Ambrogio. Quest’anno la riflessione del cardinale Tettamanzi sarà centrata su “Milano, una città dal terreno buono”, partendo dal brano del Vangelo di Luca sul seminatore e i diversi terreni. L’intonazione del Discorso sarà in positivo, esaltando quanto a Milano funziona, per scoprirne il segreto e affinché sia sostenuta. Tutti i terreni infatti cercano attenzione, conoscenza e cura.A questo appuntamento sono invitate le autorità civili, militari e del mondo del lavoro e imprenditoriale, insieme ai rappresentanti delle istituzioni e ai sindaci di tutto il territorio su cui si articola la Diocesi. Inoltre sono presenti anche le famiglie regionali e i rappresentanti delle diverse comunità etniche ormai integrate a Milano.Nelle Celebrazioni Santambrosiane, che quest’anno si collocano nel IV centenario della canonizzazione di San Carlo Borromeo, non mancheranno i riferimenti al legame tra i due compatroni della Diocesi. Quando Carlo Borromeo, il 1° novembre 1610, venne proclamato santo da Paolo V, subito il suo nome fu accostato a quello di Sant’Ambrogio: se infatti l’episcopato di Ambrogio era stato in qualche modo il momento fondativo della Chiesa di Milano, l’episcopato di San Carlo venne percepito come una specie di “ri-fondazione”, proprio grazie alla sua opera capillare di riforma e di ristrutturazione delle istituzioni ecclesiastiche. Comprendiamo allora perché, se Sant’Ambrogio di fatto e di diritto continuava a essere considerato il patrono principale della Diocesi milanese, San Carlo Borromeo, a partire dal secolo XVII, ne divenne a tutti gli effetti il compatrono. Il Discorso alla radio – Ampi stralci del Discorso alla Città del cardinale Dionigi Tettamanzi, con approfondimenti e interviste, saranno trasmessi su Radio Marconi (Fm 94.8) martedì 7 dicembre, ogni ora a partire dalle 7.50 (l’ultimo audio alle 12.50). Nello stesso giorno collegamento alle 11.40 dalla basilica di S. Ambrogio dopo la Santa Messa Pontificale con l’Arcivescovo. – Due santi, ma una unica effigie

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