Incontro all'Auditorium dei Beni culturali cappuccini


Redazione

“San Francesco e l’islam: l’attualità di un incontro possibile” è il tema dell’incontro che si terrà martedì 9 marzo, alle 17.30, presso l’Auditorium dei Beni culturali cappuccini (via Kramer 5, Milano). Interverrà padre Gwenolé Jeusset ofm, componente della Fraternità internazionale di Istanbul per il dialogo interreligioso, primo presidente della Commissione internazionale francescana per le relazioni con i musulmani. Tra l’altro è anche autore di due volumi per le Edizioni Terra Santa: San Francesco e l’Islam (48 pagine, 8 euro) e Itinerari spirituali in terre d’Islam (153 pagine, 17 euro).
L’iniziativa si inserisce nell’ambito del ciclo di incontri organizzati a Milano per gli 800 anni della Regola francescana dal Museo dei Beni culturali cappuccini, per capire come il passaggio compiuto da Francesco da uno spirito di crociata a uno spirito di fraternità sia più attuale che mai.
«Nell’Europa del XIII secolo la guerra al mondo non-cristiano è una guerra contro il Male, una guerra tra due sistemi che si fronteggiano. Francesco si trova in un’altra logica. Visitando il campo musulmano di Damietta nel 1219, gli si mostra un aspetto sconosciuto: gli “infedeli” pregano, cinque volte al giorno. Queste persone non sono quindi suoi fratelli solo in quanto creature: sono ancora suoi fratelli in questa comunione di preghiera verso l’unico Dio». Al rientro in Italia, Francesco proseguirà la stesura della Regola: Damietta avrà grande peso nella genesi del capitolo 16, di assoluta novità, perché per la prima volta in una Regola trovano posto indicazioni su come comportarsi nei confronti dei musulmani. Una novità che né il Papa né la Chiesa compresero, tant’è vero che nella Regula Bullata il capitolo fu eliminato. Oggi Damietta rappresenta una luce nel periodo oscuro delle crociate. Con lo stesso spirito padre Jeusset introdurrà a come è possibile predicare la strada del dialogo, sull’esempio di Francesco, in un’epoca in cui tutto sembra portare allo scontro. «In un’epoca in cui era in atto uno scontro tra il cristianesimo e l’islam – ha detto Benedetto XVI nell’udienza generale del 27 gennaio scorso – Francesco, armato volutamente solo della sua fede e della sua mitezza personale, percorse con efficacia la via del dialogo. (…) È un modello al quale anche oggi dovrebbero ispirarsi i rapporti tra cristiani e musulmani: promuovere un dialogo nella verità, nel rispetto reciproco e nella mutua comprensione». “San Francesco e l’islam: l’attualità di un incontro possibile” è il tema dell’incontro che si terrà martedì 9 marzo, alle 17.30, presso l’Auditorium dei Beni culturali cappuccini (via Kramer 5, Milano). Interverrà padre Gwenolé Jeusset ofm, componente della Fraternità internazionale di Istanbul per il dialogo interreligioso, primo presidente della Commissione internazionale francescana per le relazioni con i musulmani. Tra l’altro è anche autore di due volumi per le Edizioni Terra Santa: San Francesco e l’Islam (48 pagine, 8 euro) e Itinerari spirituali in terre d’Islam (153 pagine, 17 euro).L’iniziativa si inserisce nell’ambito del ciclo di incontri organizzati a Milano per gli 800 anni della Regola francescana dal Museo dei Beni culturali cappuccini, per capire come il passaggio compiuto da Francesco da uno spirito di crociata a uno spirito di fraternità sia più attuale che mai.«Nell’Europa del XIII secolo la guerra al mondo non-cristiano è una guerra contro il Male, una guerra tra due sistemi che si fronteggiano. Francesco si trova in un’altra logica. Visitando il campo musulmano di Damietta nel 1219, gli si mostra un aspetto sconosciuto: gli “infedeli” pregano, cinque volte al giorno. Queste persone non sono quindi suoi fratelli solo in quanto creature: sono ancora suoi fratelli in questa comunione di preghiera verso l’unico Dio». Al rientro in Italia, Francesco proseguirà la stesura della Regola: Damietta avrà grande peso nella genesi del capitolo 16, di assoluta novità, perché per la prima volta in una Regola trovano posto indicazioni su come comportarsi nei confronti dei musulmani. Una novità che né il Papa né la Chiesa compresero, tant’è vero che nella Regula Bullata il capitolo fu eliminato. Oggi Damietta rappresenta una luce nel periodo oscuro delle crociate. Con lo stesso spirito padre Jeusset introdurrà a come è possibile predicare la strada del dialogo, sull’esempio di Francesco, in un’epoca in cui tutto sembra portare allo scontro. «In un’epoca in cui era in atto uno scontro tra il cristianesimo e l’islam – ha detto Benedetto XVI nell’udienza generale del 27 gennaio scorso – Francesco, armato volutamente solo della sua fede e della sua mitezza personale, percorse con efficacia la via del dialogo. (…) È un modello al quale anche oggi dovrebbero ispirarsi i rapporti tra cristiani e musulmani: promuovere un dialogo nella verità, nel rispetto reciproco e nella mutua comprensione».

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