Sam e Sai, due servizi della Caritas Ambrosiana finanziati dai fondi destinati a opere di carità, di servizio sociale e di promozione culturale e pastorale


Redazione

L’ascolto è il minimo comune denominatore di due servizi della Caritas Ambrosiana finanziati dai fondi dell’otto per mille: il Servizio Accoglienza Milanese (SAM) e il Servizio Accoglienza Immigrati (SAI).
Il SAM fu aperto nel 1984 per iniziativa di Caritas Ambrosiana, delle Conferenze di San Vincenzo e dei gruppi di volontariato vincenziano. L’obiettivo era offrire un punto di ascolto e un primo riferimento (in gergo si dice servizio “a bassa soglia”) per le persone gravemente emarginate con cittadinanza italiana. Da quando è stato aperto il centro, collocato nel cuore di Milano (in via Bergamini 10, proprio di fronte all’Università degli Studi) sono stati assistiti 14.737 utenti, sono stati realizzati 153.900 colloqui. Inoltre, proprio grazie a questo servizio, 644 senza dimora hanno ottenuto la residenza anagrafica, vale a dire un indirizzo fittizio, valido ai soli scopi amministrativi, ma imprescindibile, perché senza di esso non è possibile beneficiare delle prestazioni sociali erogate dal Comune. L’attività del servizio è svolta da tre professionisti e da un fedele gruppo di volontari. Proprio il contributo di questi ultimi, infatti, è fondamentale per garantire l’accesso più ampio possibile.
Il SAM è aperto al pubblico tutte le mattine, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 11.30. Come già accennato, l’accesso avviene direttamente, senza appuntamento e senza limiti di frequenza. In alcuni casi specifici (per esempio, la richiesta di residenza anagrafica o le necessità di un colloquio più approfondito da parte dell’assistente sociale), vengono fissati appuntamenti, anche al di fuori dell’orario di apertura. Accanto a ciò vi è anche un lavoro consistente di ascolto telefonico, spesso con funzione di consulenza, orientamento ai servizi o con un rinvio allo stesso SAM, dal momento che l’ascolto telefonico non può sostituire quello svolto di persona.
Il SAI, al contrario, rivolge la propria attenzione agli stranieri. Istituito nel 2002 da Caritas Ambrosiana, ha l’obiettivo di favorire la regolarizzazione e l’emersione del lavoro irregolare. Aiuta dunque le persone immigrate a risolvere problemi legali, abitativi, lavorativi e di natura sociale. Dal 2003 a oggi hanno avuto accesso al servizio 35 mila persone. Di queste, 22 mila hanno ricevuto un’assistenza specifica, 8.500 sono state seguite oltre il primo ascolto. Il centro si trova a due passi dalla stazione centrale, in via Galvani 14. L’attività – che richiede competenze molto specifiche – è compiuta da sette operatori sociali, ma anche in questo caso non sarebbe possibile garantire tutte le prestazioni senza l’aiuto dei volontari, un gruppo che va dalle 35 alle 40 persone. L’ascolto è il minimo comune denominatore di due servizi della Caritas Ambrosiana finanziati dai fondi dell’otto per mille: il Servizio Accoglienza Milanese (SAM) e il Servizio Accoglienza Immigrati (SAI).Il SAM fu aperto nel 1984 per iniziativa di Caritas Ambrosiana, delle Conferenze di San Vincenzo e dei gruppi di volontariato vincenziano. L’obiettivo era offrire un punto di ascolto e un primo riferimento (in gergo si dice servizio “a bassa soglia”) per le persone gravemente emarginate con cittadinanza italiana. Da quando è stato aperto il centro, collocato nel cuore di Milano (in via Bergamini 10, proprio di fronte all’Università degli Studi) sono stati assistiti 14.737 utenti, sono stati realizzati 153.900 colloqui. Inoltre, proprio grazie a questo servizio, 644 senza dimora hanno ottenuto la residenza anagrafica, vale a dire un indirizzo fittizio, valido ai soli scopi amministrativi, ma imprescindibile, perché senza di esso non è possibile beneficiare delle prestazioni sociali erogate dal Comune. L’attività del servizio è svolta da tre professionisti e da un fedele gruppo di volontari. Proprio il contributo di questi ultimi, infatti, è fondamentale per garantire l’accesso più ampio possibile.Il SAM è aperto al pubblico tutte le mattine, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 11.30. Come già accennato, l’accesso avviene direttamente, senza appuntamento e senza limiti di frequenza. In alcuni casi specifici (per esempio, la richiesta di residenza anagrafica o le necessità di un colloquio più approfondito da parte dell’assistente sociale), vengono fissati appuntamenti, anche al di fuori dell’orario di apertura. Accanto a ciò vi è anche un lavoro consistente di ascolto telefonico, spesso con funzione di consulenza, orientamento ai servizi o con un rinvio allo stesso SAM, dal momento che l’ascolto telefonico non può sostituire quello svolto di persona.Il SAI, al contrario, rivolge la propria attenzione agli stranieri. Istituito nel 2002 da Caritas Ambrosiana, ha l’obiettivo di favorire la regolarizzazione e l’emersione del lavoro irregolare. Aiuta dunque le persone immigrate a risolvere problemi legali, abitativi, lavorativi e di natura sociale. Dal 2003 a oggi hanno avuto accesso al servizio 35 mila persone. Di queste, 22 mila hanno ricevuto un’assistenza specifica, 8.500 sono state seguite oltre il primo ascolto. Il centro si trova a due passi dalla stazione centrale, in via Galvani 14. L’attività – che richiede competenze molto specifiche – è compiuta da sette operatori sociali, ma anche in questo caso non sarebbe possibile garantire tutte le prestazioni senza l’aiuto dei volontari, un gruppo che va dalle 35 alle 40 persone.

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