"Libertà religiosa, via per la pace": il tema della 44� edizione della prossima Giornata della Pace


Redazione

“Libertà religiosa, via per la pace”: questo il tema scelto da Benedetto XVI per la celebrazione della 44ª Giornata mondiale della pace (1° gennaio 2011). Accento, dunque, sulla libertà religiosa, in un tempo in cui nel mondo questa viene limitata, marginalizzata e negata, per arrivare alla persecuzione e alla violenza contro le minoranze. “Libertà religiosa, via per la pace”: questo il tema scelto da Benedetto XVI per la celebrazione della 44ª Giornata mondiale della pace (1° gennaio 2011). Accento, dunque, sulla libertà religiosa, in un tempo in cui nel mondo questa viene limitata, marginalizzata e negata, per arrivare alla persecuzione e alla violenza contro le minoranze. Radicata nella dignità dell’uomo «La libertà religiosa – si legge nella nota diffusa dalla Sala Stampa della Santa Sede in cui si spiegano i motivi di questa scelta -, essendo radicata nella stessa dignità dell’uomo e orientata alla ricerca della “immutabile verità”, si presenta come la “libertà delle libertà”. È quindi autenticamente tale quando è coerente alla ricerca della verità e alla verità dell’uomo. Essa consente infatti di escludere la “religiosità” del fondamentalismo, della manipolazione e della strumentalizzazione della verità e della verità dell’uomo. Poiché tutto ciò che si oppone alla dignità dell’uomo si oppone alla ricerca della verità, e non può essere considerato come libertà religiosa. Essa ci offre inoltre una visione profonda della libertà religiosa, che amplia gli orizzonti di “umanità” e di “libertà” dell’uomo, e consente a questo di stabilire una relazione profonda con se stesso, con l’altro e con il mondo. La libertà religiosa è in questo senso una libertà per la dignità e per la vita dell’uomo… Come ha affermato lo stesso Benedetto XVI all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (18 aprile 2008) “i diritti umani debbono includere il diritto di libertà religiosa, compreso come espressione di una dimensione che è al tempo stesso individuale e comunitaria, una visione che manifesta l’unità della persona, pur distinguendo chiaramente fra la dimensione di cittadino e quella di credente”». «Un cammino della pace» La nota ribadisce l’attualità del tema della Giornata 2011, che si pone in continuità con quelli scelti dal Pontefice, dal 2006 a oggi: “La verità (Nella verità, la pace, 2006), la dignità della persona umana (La persona umana, cuore della pace, 2007), l’unità della famiglia umana (Famiglia umana, comunità di pace, 2008), la lotta contro la povertà (Combattere la povertà, costruire la pace, 2009) e infine la custodia del creato (Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato, 2010). Un percorso che affonda le radici nella vocazione alla verità dell’uomo (capax Dei), e che, avendo come stella polare la dignità umana, giunge alla libertà di ricercare la verità stessa». Un tema, questo del 2011, che rappresenta «il compimento di un “cammino della pace” nel quale il Papa ha preso per mano l’umanità, conducendola passo dopo passo a una riflessione sempre più profonda». Diritti bisognosi di protezione «Oggi – si legge nella nota – sono molte le aree del mondo in cui persistono forme di limitazione alla libertà religiosa, e ciò sia dove le comunità di credenti sono una minoranza, sia dove le comunità di credenti non sono una minoranza, eppure subiscono forme più sofisticate di discriminazione e di marginalizzazione, sul piano culturale e della partecipazione alla vita pubblica civile e politica».«È inconcepibile – sono ancora parole di Benedetto XVI all’Onu – che dei credenti debbano sopprimere una parte di se stessi – la loro fede – per essere cittadini attivi; non dovrebbe mai essere necessario rinnegare Dio per poter godere dei propri diritti. I diritti collegati con la religione sono quanto mai bisognosi di essere protetti se vengono considerati in conflitto con l’ideologia secolare prevalente o con posizioni di una maggioranza religiosa di natura esclusiva. L’uomo – conclude la nota vaticana – non può essere frammentato, diviso da ciò che crede, perché quello in cui crede ha un impatto sulla sua vita e sulla sua persona. Il rifiuto di riconoscere il contributo alla società che è radicato nella dimensione religiosa e nella ricerca dell’Assoluto – per sua stessa natura, espressione della comunione fra persone – privilegerebbe indubbiamente un approccio individualistico e frammenterebbe l’unità della persona. Per questo: Libertà religiosa, via per la pace».

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